Attenzione
Una firma per Sofia, via alla petizione
La mamma della bimba malata organizza un’iniziativa a Firenze: «Estendere le cure a tutti i malati»
CASTIGLIONCELLO. Continua la battaglia per permettere a Sofia, la bambina affetta da un grave male neurodegenerativo che con la famiglia risiede a Castiglioncello, di proseguire eventuali cicli di terapia con le cellule staminali secondo il protocollo della Stamina foundation.
È partita infatti la raccolta di firme, organizzata dai genitori della piccola e dalle famiglie di altri malati, per chiedere la revisione del decreto legge emesso la scorsa settimana dal ministro della Salute Renato Balduzzi. «Un decreto - precisa caterina Ceccuti, mamma di Sofia - che di fatto concede il tipo di terapia della Stamina solo a chi l’ha già avviata».
L'obiettivo di Caterina è raggiungere 500mila firme, ecco perché sabato 6 aprile lei e il marito, insieme a personaggi noti del mondo della tv e delllo spettacolo, saranno in piazza della Repubblica a Firenze, dalle 10 alle 20, per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere adesini.
Non solo, Caterina lancia un appello a quelle migliaia di persone che nelle ultime settimane hanno seguito con affetto sui social network la vicenda di Sofia e degli altri bambini malati. «Invitiamo chi vuole lottare con noi - dice - a organizzare iniziative e banchetti di raccolta firme nelle varie città, per continuare a difendere le terapie per Sofia e per tutti quei pazienti che hanno necessità di curarsi con le staminali». In attesa della manifestazione di sabato 6 aprile a Firenze, sulla pagina Facebook “Ministro Balduzzi aiuti la piccola Sofia” è già possibile sottoscrivere un modulo per chiedere la revisione del decreto legge.
Le firme raccolte tramite facebook e durante le iniziative del 6 aprile, è in programma una grande manifestazione nazionale a Roma, il prossimo 11 aprile a partire dalle 10 davanti al Pantheon. «Chiediamo che il decreto sia cambiato - dice Caterina - e dia la possibilità di fare le terapie con le staminali a tutti i pazienti, non solo a chi le ha già avviate». Non solo, Caterina e gli altri genitori chiedono anche che «la legge dia la possibilità ai malati di effettuare più cicli di cura, non uno soltanto come prevede il decreto. Infine deve esser prevista una regolamentazione globale delle cure compassionevoli, in modo che in Italia possano essere garantite in svariate strutture sanitarie».
Anna Cecchini
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