Il Tirreno

Le lezioni di piano? Nel corridoio

di Divina Vitale

Strumenti chiusi a chiave nella scuola, il preside non cede, protestano genitori e Cfdma

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DONORATICO. Due pianoforti, di proprietà della scuola di musica, prigionieri da mesi delle aule, chiuse a chiave, della scuola media di Donoratico.

Non possono essere utilizzati dagli insegnanti che, tra l’altro, sono costretti a far lezione nei corridoi, perché le aule non sono messe completamente a disposizione, come reciterebbe la convenzione. I guai sono cominciati con il nuovo preside, Fabrizio Martinelli, che si è insediato lo scorso settembre. Proprio Martinelli non ha accettato di firmare le convenzioni proposte dal Comune, almeno quattro secondo l’assessore Marika Salvadori, alle quali si sono aggiunte richieste verbali ed email, da ottobre a oggi, per sollecitare anche il problema dei pianoforti. La situazione è quindi degenerata coinvolgendo da un lato i genitori, stufi di vedere i figli far lezione nei corridoi, pur pagando una retta mensile di 72 euro; dall’altro gli insegnanti, diretti dal maestro Tommaso Dini, che non sono in grado di svolgere correttamente con spazi e strumentazioni idonee il loro lavoro. E’ stata quindi chiesta all’unanimità un’assemblea pubblica con la presenza del preside. Che però non si è presentato, al suo posto è arrivato il professor Flavio Dei. E l’accordo sembra ancora lontano.

Siamo a Pasqua e la convenzione con una delle eccellenze del territorio, la storica Cfdma, attiva da oltre trent’anni sul territorio e che conta oltre 100 iscritti, proponendo cultura musicale con insegnanti che arrivano da varie realtà europee e sforna talenti da conservatorio, non sembra abbastanza, a un preside, per garantire un corretto svolgimento delle lezioni in aule e spazi adeguati.

«Un problema di spazi e di sicurezza – dice Dei - va bene la condivisione ma dieci mesi sono tanti e se avessimo il rientro pomeridiano, il sostegno? Gli spazi non sono sufficienti per l’attività che la scuola richiede e ne siamo tutti consapevoli».

«Allora è in sicurezza fare lezione nei corridoi? – ribatte Nino Pellegrini, insegnante di contrabbasso - Oltre ai pianforti chiusi anche altre aule sono inaccessibili e non sfruttate».

«Tutto questo è a danno degli iscritti – aggiunge il direttore e maestro Tommaso Dini - e non capisco come una scuola pubblica possa comportarsi così. Si tratta di educazione e didattica, il preside dovrebbe essere contento che una scuola si animi anche il pomeriggio, non porre paletti. Le aule chiuse impediscono anche di recuperare lezioni perse, è surreale».

Alle molteplici richieste dell’amministrazione comunale l’unica risposta è arrivata a febbraio e si invitava, di mattina, a spostare i pianoforti in un’altra aula dove però c’era la batteria. Una soluzione inapplicabile, secondo i maestri di musica. I due strumenti non possono coesistere nella stessa stanza per due insegnamenti diversi. La riunione, in definitiva, si è sciolta almeno con la promessa, della liberazione degli “ostaggi” nei prossimi giorni. Saranno collocati in altre aule vuote, quelle inutilizzate dalla scuola pubblica. Ma la strada per giungere alla firma della convenzione sembra ancora lunga e tortuosa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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