Gioco
Tutti allo stadio per aiutare Paolo e la sua famiglia
Applausi e solidarietà alla partita del cuore tra forze dell’ordine, professori e genitori
CECINA - E’ mancato solo lui, ma la festa è stata bella lo stesso. Piene tutte e due tribune al comunale Loris Rossetti e tante persone in piedi ad applaudire. Nemmeno fosse stata una partita del Cecina calcio o una finale per lo spareggio retrocessione. Ieri (mercoledì) alle 10.30 trovare un posto libero allo stadio non era impresa da poco. Il richiamo è stata una storia di vita; quella di Paolo Ameruso, il diciottenne rimasto coinvolto più di un anno fa in un incidente al Paratino e ancora in riabilitazione. Studenti, professori, genitori e forze dell'ordine si sono fermati ad assistere alla partita del cuore in favore del ragazzo. Tra striscioni, tifo e solidarietà nessuno si è risparmiato, neanche per un minuto.
All'incontro avrebbe dovuto partecipare lo stesso Paolo, sarebbe stata la sua prima uscita da quando è rientrato in famiglia, invece ha dovuto dare forfait perché non stava bene. "Ha passato una nottata agitata, poi di prima mattina ha piovuto e non abbiamo voluto rischiare", dice il padre. E proprio lui, Antonio Ameruso, per l'occasione ha indossato la casacca nera da arbitro e ha diretto le due compagini che giocavano per sostenere il figlio. Nell'incontro si sono sfidate da una parte la rappresentativa delle forze dell'ordine e dall'altra quella composta da genitori e docenti. Il ricavato è andato alla famiglia di Paolo che in questi mesi ha dovuto sostenere importanti spese per la salute del ragazzo e che sta progettando un soggiorno a Roma per un nuovo ricovero in una clinica di riabilitazione.
L'ARTICOLO COMPLETO NELL'EDIZIONE CARTACEA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
