Il Tirreno

EMERGENZA ABITATIVA

“Housing sociale” per dare risposte a chi è senza casa

“Housing sociale” per dare risposte a chi è senza casa

CECINA. Aree comunali dove realizzare edilizia popolare, il cosiddetto “housing sociale”. La giunta ci punta e, raccogliendo quanto chiesto anche dall’opposizione (nella fatispecie dal consigliere...

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CECINA. Aree comunali dove realizzare edilizia popolare, il cosiddetto “housing sociale”. La giunta ci punta e, raccogliendo quanto chiesto anche dall’opposizione (nella fatispecie dal consigliere Villani) affronta l’argomento oggi nella riunione della seconda commissione consiliare. Commissione presieduta da Fabio Stefanini a cui parteciperanno anche tecnici comunali. «L'amministrazione comunale - afferma l'assessore all’urbanistica Giamila Carli - non parte da zero su questo fronte, esistono già previsioni di questo genere sia nel vecchio come nel nuovo regolamento urbanistico; oggi, visti i tempi di crisi, semmai emerge con maggior forza di prima l'esigenza di diversificare l'offerta edilizia, proprio in termini economici. Lo scopo è quello di sostenere non solo i nuclei familiari in stato di estremo bisogno, ma anche le famiglie monoreddito, le giovani coppie, i single e così via». L’impegno è quello di fronteggiare la sempre maggiore richiesta di alloggi. «L'attuale scenario di emergenza abitativa - spiega Carli - vede impegnati operatori pubblici e privati nella ricerca di soluzioni che permettano la realizzazione di alloggi per soggetti a rischio di esclusione, che non sono necessariamente le famiglie in stato di disagio, inserite spesso nelle stesse graduatorie Erp, ma anche studenti, anziani, immigrati, coppie giovani e nuclei monoreddito. Data la scarsità di risorse pubbliche ed il limitato rendimento economico di questo genere di investimenti, per avviare nuove iniziative occorrono strumenti capaci di attrarre risorse finanziare a basso costo. In questo quadro la possibilità di attivare forme di collaborazione pubblico-privato finalizzate a un tipo di edilizia a canone calmierato può essere un elemento strategico importante per alcune fasce di popolazione che comunque rimangono escluse dall'edilizia residenziale pubblica, le case popolari per intendersi. Ecco quindi che si fa strada anche da noi il concetto di housing sociale, ossia tutte quelle iniziative volte ad ampliare e consolidare l'offerta di abitazioni in affitto a canoni moderati». Giù nel primo regolamento urbanistico era stato recepito il reperimento di alloggi in proprietà o in affitto da destinare a famiglie in difficoltà economiche. Ricorda l’assessore come «all'art. 10 del suddetto strumento si stabiliva che vi dovesse essere sia sul nuovo che sulle ristrutturazioni l'obbligo di destinare una percentuale di alloggi da locare a canone concordato. La norma, con qualche aggiornamento e modifica del caso, è stata riproposta anche nel nuovo regolamento urbanistico di prossima approvazione. Quest'ultimo infatti, mutuando dal precedente le finalità sopra descritte, prevede tutta una serie di interventi finalizzati al cosiddetto housing sociale». Di questo se ne discuterà oggi alle 17,30 a palazzo civico.

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