Il Tirreno

«Bentornato Paolo»

Cecina riabbraccia il giovane Ameruso

di Rino Bucci

Domani al Rossetti match tra professori e forze dell’ordine Sarà la prima uscita del ragazzo dopo l’incidente del 2011

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CECINA. Sarà la prima uscita da quando è tornato a casa. E la farà in quello stadio dove ha disputato più di una partita quando indossava la maglia del Palazzi. Questa volta, però, sarà a bordo campo davanti ai suoi amici, ai professori e a chi lo ha sostenuto in questi mesi di convalescenza. Proverà a salutarli e forse si sentirà un po’ disorientato nel vedere tutte quelle persone intorno. Ma sarà lo stesso bello perché l’attesa è stata lunga e perché accanto a lui, vestito di nero-arbitro, forse in tributo all’equilibrio mostrato in questa vicenda, ci sarà anche suo padre Antonio.
Il ritorno. Paolo Ameruso è tornato a casa. Con la forza dei suoi 18 anni sta ancora combattendo con i denti e con le unghie in una convalescenza che sembra troppo lunga e che a volte può scoraggiare. «In questi mesi è progredito molto, però, c’è ancora da lavorare», dice Antonio. Come ricorda un messaggio in camera sua e che gli è stato regalato dal pugile Floriano Pagliara, «non c’è sconfitta per l’uomo che lotta». E Paolo ha lottato in tutto questo tempo. Prima di tutto per la vita, poi per il ritorno.

Meno di un mese fa, in un pomeriggio di febbraio ha riscoperto la sua casa, la camera e gli affetti. Un ritorno dopo i 434 giorni di ricovero tra Livorno e Volterra. Domani farà un altro passo in avanti: alle 10.30, sarà per la prima volta tra chi lo ha atteso tanto. Tempo permettendo.

Il match. Assisterà ad una partita del cuore in suo onore allo stadio Loris Rossetti. Infatti, nell’impianto comunale si affronteranno due rappresentative: da una parte ci saranno i professori di Cecina (divisi tra superiori e medie) nell’altra metà una squadra composta dalle forze dell’ordine (finanzieri, poliziotti e carabinieri). Il ricavato sarà devoluto alla famiglia Ameruso che in questi mesi sta sostenendo grandi spese per le cure del ragazzo. «Stiamo cercando di recuperare tutto il tempo perso negli ultimi mesi di ricovero che non sono stati fruttuosi – dice il padre – in questi giorni abbiamo attivato il servizio di riabilitazione a domicilio con l’Asl. Dal lunedì al sabato mio figlio lavora molto con i fisioterapisti, ma si tratta di ginnastica passiva. Vorremmo qualcosa di più».

Nuova direzione. Qualcosa di più, in questo caso, significa Roma e proprio a questa nuova avventura serviranno i soldi ricavati nella partita di beneficenza. «Siamo in contatto con il centro Santa Lucia, si tratta di una clinica per la riabilitazione importante. Vogliamo che nostro figlio prosegua a Roma le terapie – continua Antonio – in febbraio abbiamo inviato tutta la documentazione nella capitale. Aspettiamo una risposta, nella speranza di riprendere un nuovo viaggio per la salute di Paolo».
Gli amici. Come da un anno a questa parte, a fianco di Paolo ci saranno i suoi compagni di classe e gli amici di sempre. «Sono fantastici – continua Antonio – saranno loro a preparare tutti gli striscioni per la partita del cuore. In questi mesi non si sono mai risparmiati. Ed è proprio grazie alle loro richieste che ho deciso di far partecipare mio figlio a questo speciale evento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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