Sicurezza
Caso degli autovelox: assolti al processo tutti e 8 gli imputati
Secondo il tribunale di Livorno la gara d’appalto fu regolare e le multe le firmarono i vigili, non l’azienda installatrice
RIPARBELLA. Assolti tutti e otto gli imputati per il caso degli autovelox di Riparbella, Montescudaio e Castellina. Secondo i giudici del tribunale di Livorno i verbali non furono compilati dal personale della Centro servizi srl nella sede di Larciano ma, regolarmente, dai vigili urbani; e sempre secondo i giudici fu regolare anche la gara di appalto vinta dall’azienda larcianese per l’installazione delle macchinette. Niente abuso d’ufficio e niente falso in atti pubblici, dunque.
E così, malgrado le richieste del pubblico ministero Massimo Mannucci, sul fronte del falso in atti pubblici ieri sera sono stati assolti per non aver commesso il fatto il titolare dell’azienda larcianese, Simone Zari (48 anni) e i vigili che erano in servizio nel biennio 2005-2006: Mauro Polidori (53, per Riparbella), Andrea Lapini (56, per Castellina Marittima), Silvia Cetti (50, Castellina), Rocco Cusano (56, per Montescudaio).
In questo caso il pm aveva chiesto condanne a tre anni e sei mesi per Zari e due anni e tre mesi per i vigili urbani.
Sul fronte dell’abuso d’ufficio poi sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato lo stesso Zari, la moglie Valentina Giunti (45), Massimo Pistacchi (58, responsabile dell'area amministrativa del Comune di Riparbella), Andrea Del Nista (61, responsabile dell'area amministrativa del Comune di Montescudaio).
In questo caso il pm aveva optato per la prescrizione, mentre gli avvocati difensori hanno insistito per ottenere una pronuncia nel merito.
Quasi tutti presenti in aula, alla lettura del dispositivo gli imputati hanno tirato un grosso sospiro. Per alcuni di loro, fatta salva l’ipotesi di un’impugnazione del pm, la vicenda giudiziaria si conclude qui. Per Zari invece è solo un capitolo chiuso favorevolmente, visto che il 2 aprile dovrà comparire al tribunale di Milano, insieme ad altre sette persone, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta nell'ambito del processo sulle multe ai semafori fatte con gli impianti T-Red.
Intanto però il fronte “cecinese” è chiuso. Nell’indagine che sfociò poi nel processo entrò a suo tempo anche l’allora sindaco di Riparbella Ghero Fontanelli, la cui posizione fu poi archiviata dal giudice per le indagini preliminari su richiesta dello stesso pubblico ministero.(a.d.g.)
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