Sicurezza
Riaprire al traffico il centro? No, anzi ni
L’idea bocciata da molti cecinesi ma tra i commercianti non sono pochi quelli favorevoli a una regolamentazione diversa
CECINA. C’è una ferita aperta nel cuore di tanti commercianti storici di Cecina. Si chiama zona pedonale e tradotta in soldoni significa Aurelia chiusa al traffico proprio sull’uscio delle attività. E affari in calo. Nel 2014 saranno proprio venti anni dalla decisione dell’allora sindaco Claudio Vanni di interdire alle auto la principale direttrice nord-sud della città. Quel 6 agosto 1994 ci furono sorrisi, un ministro cecinese a tagliare il nastro e un po’ d’amarezza. Colpa di quella ferita che, come se all’interno avesse un vetro, ogni tanto continua a far male. Soprattutto ai negozianti.
Sul sondaggio lanciato nel sito del Tirreno la maggior parte dei cittadini è convinta che indietro non si debba tornare, «perché non si possono bere gli aperitivi in mezzo ai gas di scarico» e ormai corso Matteotti ha la sua fisionomia, pur dissestata.
C’è poi chi esprime contrarietà anche in modo colorito. Come Paolo Bertolini, consigliere Idv: «Quella della riapertura del centro pedonale alla viabilità veicolare credo sia la cosa più stupida e inutile che sia mai stata proposta da sempre. Il problema non è il centro chiuso al traffico (che anzi è un valore aggiunto) ma il fatto che le persone pretendono di trovare parcheggio a due passi dal negozio. Iniziamo a usare il cervello: si può parcheggiare a 3 minuti a piedi dal centro in maniera gratuita e libera. I parcheggi ci sono, ben segnalati e dislocati tutti'intorno al centro cittadino. Io riterrei opportuno addirittura estendere la zona pedonale, magari in via sperimentale o solo per un giorno alla settimana, ad esempio nell'ultimo tratto di viale Marconi e in piazza della Libertà».
Del resto lo stesso sindaco Stefano Benedetti recentemente ha affermato di voler estendere la ztl fino alla ferrovia e alla rotatoria per Palazzi.
«Non vogliamo creare dualismi tra gli esercenti e i cittadini – dice Catia Giannoni della promuferia Giuse – dico solo che chi lavora in centro non è parte dell’arredo urbano ma andrebbe ascoltato. Venti anni fa venne promossa una scelta senza preventivare le conseguenze e predisporre le infrastrutture. Così, dal giorno alla notte ci siamo trovati senza mille parcheggi. Il volume di affari, a ridosso della chiusura, ne risentì parecchio. La nostra associazione di categoria chiese di valutare l’istituzione di una zona blu da piazza Guerrazzi a piazza Gramsci ma non ci ascoltò nessuno». Oggi questa idea torna nelle intenzioni dell’amministrazione. «Non dico riaprire l’Aurelia – continua Giannoni – ma sarebbe interessante proporre una sperimentazione come è stata fatta in viale Marconi e lasciare il transito libero ai veicoli la mattina e la notte per poi chiudere dalle 17 alle 20 che è il momento di maggior afflusso pedonale».
Anche secondo Giovanni Rindi, di Satoma, «la mattina molti mezzi entrano comunque nella zona blu anche senza permessi, mentre la sera è un mortorio. La chiusura totale non serve a nulla. Anzi, aumenta l’inquinamento perché le auto sono costrette a giri impossibili per arrivare dal sud al nord della città. Il transito andrebbe regolamentato in fasce orarie».
«E’ la novella dello stento, l’errore fu commesso 20 anni fa – aggiunge Roberto Bartoli di Benetton – e ora, per me, indietro non si torna. Anche perché lo si dovrebbe fare con infrastrutture, pavimentazioni e arredi che il Comune non potrà permettersi. Ma se parlo da presidente del Centro commerciale naturale devo anche dire che c’è almeno la metà degli imprenditori che accoglierebbe con sollievo la rimozione dell’area pedonale».
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