Il Tirreno

Allarme erosione: il mare distrugge le dune

Allarme erosione: il mare distrugge le dune

Dalle Spiagge bianche alla Mazzanta le onde minacciano le pinete retrostanti. E a Vada le mareggiate arrivano fino alla strada che corre lungo la linea di costa

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VADA. Il mare, a Vada, si mangia ogni anno metri di spiaggia. Chilometri di sabbia e terra, anche se trasformata dalle lavorazioni Solvay, che potrebbe essere utilizzata a scopi turistici. E c’è di più, sotto l’urto del mare si sta sgretolando, anno dopo anno, il sistema dunale, unico baluardo prima della retrostante pineta. Risultato: l’acqua salmastra del mare entra nella riserva biogenetica e, in alcuni punti arriva fin sulla strada. Accade al Galafone, tra il pennello e il pontile Solvay, ma anche più a nord, al punto azzurro di Vada, ormai completamente nell’acqua.

Anche qui il mare ha demolito la duna per entrare nel retroterra costellato da piante di tamerice. A settembre è in programma l’avvio delle opere antierosione di competenza della Provincia. Ma, per ora, riguarderanno solo l’abitato di Vada. Chi si avventura in una passeggiata costeggiando le Spiagge Bianche, incrociando il pennello e poi la zona del Galafone sin quasi alla Mazzanta, può vedere con i propri occhi cosa stia realmente accadendo su quel tratto di costa dove alta è la presenza di campeggi e stabilimenti balneari e, dunque, di turisti che in estate arrivano da tutta Europa.

Nella zona tra il pennello e il Galafone, nei pressi del vecchio fortino costruito nella seconda guerra mondiale ormai circondato dal mare, la massicciata di ghiaia buttata a protezione della costa sembra non trattenere più le onde che, con un lungo ma perpetuo lavoro di cesello, hanno mangiato parte delle dune retrostanti. E così l’acqua arriva all’interno della riserva biogenetica e, poi, direttamente sulla strada.

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