Sicurezza
Meno vincoli nel saldo tra entrate e uscite
Ma ancora non è chiaro quanti soldi entreranno in circolo, né quali cifre potrà spendere il Comune
CECINA. Ma quanti sono i soldi che le nuove misure consentirebbero di sbloccare? Questa è la domanda a cui in molti stanno cercando di dare risposta. Una risposta che per ora non c’è. Si dovrà attendere la relazione del ministro Grilli in Parlamento e poi bisognerà mettersi a fare i calcoli. Secondo la nota del governo le nuove norme consentiranno di portare il rapporto tra deficit e Pil dal 2,4 al 2,9. Il difficile è capire quanto questo +0,5% pesi sul bilancio di un Comune come quello di Cecina. Il patto di stabilità interno impone agli enti locali di rispettare obiettivi espressi in termini di “saldo” fra entrate e uscite, in pratica i soldi che entrano in cassa devono essere più di quelli che escono per le spese correnti e le spese in conto capitale (investimenti). Gli obiettivi sono calcolati sulla base di diversi parametri: gli impegni per le spese correnti sostenuti tra il 2006 e il 2008, i trasferimenti erariali, il patto regionale orizzontale e verticale e tutta una serie di coefficienti. Insomma un conto piuttosto complicato. Nel bilancio di previsione 2012 l’obiettivo da raggiungere è fissato in 1 milione e 574mila euro ma il Comune prevede di ottenere un saldo tra entrate e uscite pari a 1 milione e 650mila euro. Cosa cambierà con la nuova norma? Neppure il sindaco Benedetti ieri era in grado di dirlo.
Di sicuro il Comune potrà utilizzare l’avanzo di amministrazione ma non è dato sapere se si potranno toccare anche le altre liquidità che gli enti locali hanno in cassa. In molti sperano di mettere le mani sui residui passivi in conto capitale. Si tratta di risorse contabilizzate come uscite per gli investimenti ma non ancora liquidate. A fine 2011 al Comune di Cecina ammontavano a 12 milioni di euro e rappresentavano il 51% delle spese totali. Le altre due misure previste nella documento del governo (deroga al tetto di spesa della Regione e fondi rotativi) per ora sono difficilmente valutabili . (g.p.)
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