Il Tirreno

«Trovo naturale cercare di aiutare chi ha bisogno»

Carlo Rotelli
«Trovo naturale cercare di aiutare chi ha bisogno»

Intervista a Cecilia Strada, giovane paladina dei diritti civili Il presidente di Emergency ospite al liceo Fermi

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CECINA. E’ intervenuta  al liceo Fermi Cecilia Strada, figlia di Gino e Teresa, nel progetto di Samuele Di Lascio che «vuole uscire dal localismo» e che ha portato nelle sue serate "bianche" persone come don Ciotti su temi di notevole interesse. Eppure questa presenza di un'esperienza di tale rilievo, ma che ha anche sollecitato prese di posizione, polemiche, dibattito, risulta di particolare significato, tanto più che l'ambiente del liceo si propone come stimolante ai fini di un approfondimento sui temi della solidarietà e dell'uguaglianza di fronte ai diritti civili. Prima dell’incontro, abbiamo chiesto di cosa parlerà la giovane presidente di Emergency: «Usciremo dal prevedibile, non parlerò tanto delle cure che si fanno nell'ospedale quanto di ciò che precede la cura. Per esempio del personale che vi opera, delle attività che precedono le terapie. Tutte attività insomma di grande utilità per mettere in condizione poi di poter intervenire efficacemente. Penso di stimolare la curiosità degli studenti e mi aspetto che i giovani, ma non solo loro, mi propongano una vasta serie di domande».

Ma Cecilia riferisce queste prime affermazioni senza alcuna prosopopea e ci induce a chiederle, appurato che nel suo caso si tratta di un impegno laico, quale sia la motivazione profonda che la spinge a un lavoro così impegnativo: «Trovo che sia la cosa più naturale di questo mondo cercare di aiutare chi ha bisogno. Si potrebbe quasi dire che c'è dell'egoismo in una simile scelta. Nel senso che dopo aver operato in aiuto di qualcuno ci si sente molto bene». Rifiuta la giovane signora la retorica dell'altruismo, del sacrificio di sé in termini eroici. «Quale futuro penso per i miei figli? Un mondo in cui siano più rispettati i diritti è un mondo che auguro anche per i miei figli».

Che ne pensa allora del nuovo papa Francesco? «A pelle mi sembra simpatico. C'è da pensare che possa far bene. Peraltro c'è da dire che per quanti operano sul versante delle cure è importante che possano eseguire il loro lavoro non in tensione, in un ambiente ostile. Dunque è rilevante che si lavori con piena soddisfazione personale». Ma che ne pensa allora del fatto che nel secolo scorso le più rilevanti operazioni missionarie provenivano da parte di figure fortemente intrise di fede religiosa? Si può trovare una connessione tra la fede di tipo religioso e quella di tipo laico come la sua: «È probabile che chi si muove come noi, indipendentemente dalla credenza, sia spinto da ragioni molto naturali. Viene spontaneo, ripeto, venire in aiuto di chi ha bisogno. Far fronte ai bisogni di chi è i n difficoltà è la vera motivazione del nostro agire».

Ma Cecilia Strada è credente? Si riferisce personalmente a un credo religioso?: «No. Sono non credente. Le mie opinioni in proposito sono di tipo laico. D'altra parte tutta l'esperienza di Emergency è di segno laico. A chi si offre di operare non viene certo richiesto a quale credenza si riferisce».

A Emergency accogliete molti volontari, ma la loro professionalità è documentata? «Certo. Volontari vuol dire senza compenso, ma esigiamo una buona preparazione professionale da parte di chi si offre. Si pretende inoltre che si dispongano a un impegno di 6 mesi minimo Poi per quanto riguarda i locali, quanti cioè si offrono sul luogo in cui operiamo, allora ci diamo da fare per la loro preparazione con notevoli risultati in proposito».

Tuttavia qualche volta vi si accusa di fornire aiuto in Afghanistan a militari della parte ostile, ai talebani: «Respingo una tale critica. Chi è ferito e ha bisogno di aiuto medico perde la connotazione di nemico e diviene un uomo bisognoso appunto di cura medica. Principio questo presente in ogni parte del mondo affermato nelle più alte costituzioni internazionali. Poi si deve considerare che su trenta posti in un nostro primo soccorso uno su tre è occupato da un bambino, gli altri due letti da una donna incinta o da un contadino. Anche da qualche soldato afghano». Sembra che nella recente competizione elettorale Cecilia sia rimasta delusa della lista di Ingroia "Rivoluzione civile". Che c'è di vero? «Niente, solo un’interpretazione erronea di un mio discorso su una vicenda poco rilevante. In sintesi: non potevo restare delusa, visto che non avevo aderito alla lista Ingroia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web