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«I miei figli in scuole diverse tra Palazzi e Guardistallo»

«I miei figli in scuole diverse tra Palazzi e Guardistallo»

CECINA. Un boom di richieste di tempo pieno per i figli da iscrivere alle scuole primarie di Cecina. Una domanda sempre crescente che si scontra, però, con scuole chiuse, inagibili e regolamenti. Un...

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CECINA. Un boom di richieste di tempo pieno per i figli da iscrivere alle scuole primarie di Cecina. Una domanda sempre crescente che si scontra, però, con scuole chiuse, inagibili e regolamenti. Un caso limite ci viene segnalato da Gero Lange, cittadino tedesco ma da anni residente in Italia. «Ho due figli e il più grande di 9 anni è iscritto alle elementari Marconi di Palazzi – spiega Lange – a settembre anche il fratello, che ora ha 5 anni, inizierà ad andare a scuola. Io e mia moglie eravamo residenti a Cecina ma ci siamo trasferiti a Casale. Proprio a Palazzi, però, abbiamo ancora gli uffici della nostra azienda e per questo abbiamo fatto richiesta di iscrizione anche per il più piccolo». Il regolamento approvato dal consiglio di circolo, però, parla chiaro e favorisce coloro che sono residenti nel Comune in cui viene fatta richiesta di iscrizione. «Ho parlato con la dirigente Scognamiglio e l’assessore Garigali – spiega ancora Lange – ma soluzioni non ci sono. Un bambino dovrà andare a scuola a Palazzi e l’altro a Guardistallo, stesso orario di ingresso e di uscita, non sappiamo come risolvere la situazione, visto che mia moglie è italiana ma ha parenti a Milano e la mia vive in Germania». Problema di regolamento ma anche di mancanza di spazi, vista anche la chiusura forzata di Rodari e Boschetti Alberti e l’assenza di risorse da investire per nuovi plessi. «A Palazzi ci sono state almeno 30 richieste di iscrizione al tempo pieno a fronte di 25 posti disponibili – spiega la dirigente del secondo circolo Teresa Scognamiglio – con il signor Lange ho parlato ma purtroppo non ci sono alternative, anche perché non si tratta dell’unica famiglia esclusa dal tempo pieno. Il regolamento di circolo è chiaro e mette al primo posto il criterio territoriale».L’assessore Antonio Garigali, anch’esso contattato da Gero Lange, spiega come «anche la riforma Gelmini e i regolamenti sulla sicurezza non permettano di accogliere un elevato numero di richieste per il tempo pieno».

Alessandro Bientinesi

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