Sicurezza
Premio a don Reno, l’abbraccio della città al prete più amato
Una volta sul palco, il sacerdote ha superato la commozione E la festa di San Giuseppe è filata serena e piena d’allegria
CECINA. Alla fine ha superato la commozione ed è salito sul palco, mentre la platea del De Filippo gli tributava un lungo applauso. Don Reno Pisaneschi ha ricevuto l’Omino di Ferro dalle mani del sindaco di Cecina, Stefano Benedetti, tradendo sì l’emozione, ma con il garbo che gli è consueto. E la foto finale, qui di lato, lo riprende soddisfatto assieme agli altri due premiati (Alberto Gramaglia e Nennella Montanari), sorridenti più che mai.
Lo scatto riassume il senso di una serata felice, fatta di buonumore e anche un po’ di commozione. Come quando, ad esempio, sul palco è salito don Luciano Borges, un prete carioca grande e robusto, che con le sue lunghe braccia ha letteralmente avvolto don Reno e il suo esile corpo, per un abbraccio denso di amicizia e di affetto. Oppure quando lo stesso don Reno ha preso la parola, parlando del bene che si può fare: basterebbe che ciascuno ne facesse un centimetro, per avere una misura lunga chilometri e chilometri.
Per il resto, piacevolezza e buona musica. Sul palco si sono avvicendati il coro dell’Unitré diretto da Massimo Ferrini, il cor Vadarmonia con Massimo Gentili, tenere di livello oltre che consigliere comunale. E infine, la Filarmonica Mascagni. E quando suona la banda, si sa, l’allegria prende il sopravvento. È stata la degna conclusione di una serata ben riuscita, quest’anno capace di riscattare quella certa opacità delle ultime edizioni.
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