Attenzione
Il Comune mette in vendita le farmacie
Le perdite impongono l’alienazione, il valore è stimato attorno ai due milioni. Incertezza per il futuro delle dipendenti
CECINA. Non solo terreni e palazzi. Stavolta vanno in vendita le due farmacie comunali.
L’amministrazione comunale ha deciso di alienare i punti vendita alla Vallescaja e su Marina di Cecina. C’è anche una data: entro il 30 settembre le farmacie dovranno essere cedute tramite bando pubblico.
In questi giorni da palazzo civico hanno chiesto una perizia ad un esperto per capire quanto può valere l’alienazione dell’Azienda farmaceutica cecinese, la ditta che gestisce le due rivendite di medicinali.
Secondo una primissima stima diversi milioni; siamo intorno al 90 per cento del fatturato annuo e se si considera che l’azienda ha, in media, ricavi intorno ai due milioni e mezzo di euro, si capisce come il valore complessivo, che sarà a base dell’asta, dovrebbe aggirarsi intorno ai due milioni di euro.
Questa cifra sarà anche inserita nel bilancio in approvazione ad aprile.
Saranno soldi cash che l’amministrazione potrà utilizzare senza i vincoli del patto di stabilità.
La vendita delle farmacie è imposta dalla legge 78/2010. La norma obbliga i Comuni sotto i 30mila abitanti alla messa in liquidità di tutte le partecipate.
La sola àncora di salvezza avrebbero potuto essere i bilanci.
Se la società avesse avuto i conti in attivo negli ultimi tre anni l’amministrazione avrebbe potuto anche evitare l’alienazione.
Un’altra scelta che l’amministrazione avrebbe potuto valutare per salvare le farmacie sarebbe stato il consorziarsi con qualche Comune limitrofo fino a raggiungere la quota dei 30mila residenti.
«Purtroppo abbiamo chiuso gli ultimi bilanci in lieve perdita (intorno ai quarantamila euro, ndr) e siamo costretti a vendere – dice il sindaco Stefano Benedetti – la strada che volevamo percorrere era quella dell’alienazione parziale, ossia la cessione di una quota della nostra partecipata ai privati. Anche perché tra breve apriranno altre due farmacie e la concorrenza sarà forte».
Per questo motivo l’amministrazione comunale ha inviato una richiesta formale di parere alla Corte dei conti della Toscana. Si vuol sapere se si dovrà procedere verso la vendita totale o parziale.
È probabile, però, che quest’ultima opzione venga rigettata anche perché esiste già un parere in merito espresso dalla Corte dei Conti della Lombardia.
«Anche se le chance sono basse abbiamo comunque il dovere di provarci», dice il sindaco.
Il nodo più importante resta, però, quello del personale. Che fine faranno i dieci dipendenti dell’Azienda farmaceutica cecinese? Di certo non saranno reintegrati nelle file del Comune.
«Stiamo cercando delle soluzioni – spiega ancora il sindaco Benedetti – con ogni probabilità vedremo di predisporre un bando in cui si offrirà il diritto di prelazione sulla società alle dottoresse che stanno lavorando a Marina di Cecina e alla Vallescaja».
Un’altra soluzione potrebbe essere quella di vincolare il futuro acquirente della società all’assunzione degli attuali dipendenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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