La manifestazione
Balena fatta a pezzi sulla spiaggia
Seghe e coltelli all’opera sulla carcassa del cetaceo arenato. La gioia dei curiosi si tramuta in dispiacere
ROSIGNANO. La pioggia e il cattivo odore non possono niente contro la curiosità. Sin dalle prime ore del mattino il via vai sul lungomare di Rosignano, nei pressi dello Scoglietto, è incessante: ci sono i residenti, che da ieri seguono la vicenda con grande partecipazione emotiva, ma anche persone venute da altre località della Toscana. Sono tutti lì per vedere con i propri occhi il gigante buono dei mari. O quello che ne resta. I lavori di rimozione, infatti, sono partiti a tempo di record e si è optato per la soluzione più cruenta, quella del sezionamento e del trasporto all’inceneritore. «La prima ipotesi – racconta l'assessore Luca Agostini – è stata quella di recuperare lo scheletro intero nonostante ciò comportasse notevoli difficoltà. Ma quando sono iniziati i lavori, i biologi del Cert si sono subito accorti che le ossa erano completamente rovinate a causa dello sbattimento sugli scogli, mentre gli organi interni erano putrefatti. Così si è deciso di sezionare la carcassa cercando di salvare la testa e parti dello scheletro per scopi didattico-museali».
Uno scenario forte, con la spiaggia trasformata in una macelleria-pescheria a cielo aperto. Il clima che si respira sotto gli ombrelli fradici dei curiosi, che da lontano osservano la scena, è di tristezza e smarrimento per la sorte del povero cetaceo. I genitori provano a spiegare quanto sta avvenendo ai più piccoli, che fino ad ora Moby dick l’hanno vista solo sui libri. «Mamma, ma non sente male la balena?», domanda una bambina vedendo gli esperti delle università di Siena e Padova, armati di seghe e coltelli, che con i loro impermeabili colorati tagliano, svuotano e staccano le parti della carcassa su cui faranno le analisi utili a stabilire la causa della morte.
Nonostante questo funerale un po’ “pulp”, c’è chi non perde l’occasione per scattare una foto-ricordo. Le battute da bar non mancano: «Si mangia brodo di balena per tutta l’estate», esclama qualcuno. Ma c’è anche chi mostra un certo cordoglio. «Appena ho saputo la notizia – racconta un ragazzo – sono corso sulla spiaggia per fare delle foto. Ma quando ho visto le ferite della balena e la scarsa sensibilità delle persone di fronte a questa tragedia del mare ho deciso di andarmene. Non c'è niente di straordinario, a mio avviso, nel vedere un essere così imponente ridotto in quello stato».
Mano a mano che seghe e coltelli fanno il loro sporco lavoro anche le ultime battute lasciano il posto a una sorta di silenzioso raccoglimento. Una tristezza dovuta anche all'incertezza sui motivi del decesso, su cui si spera le analisi facciano luce. Verso il tardo pomeriggio, quando lo spettacolo da grand guignol è giunto al termine e i pochi resti della balena sono ormai impacchettati nel cellofan sul bagnasciuga la folla torna verso casa.
«Domani mattina (oggi per chi legge, ndr) – spiega Agostini – I resti verranno caricati da una ditta autorizzata e portati all'apposito inceneritore di Livorno per essere smaltiti. La testa e la pinna, invece, saranno interrate in un'area comunale specifica che consentirà una decomposizione naturale. Tra un anno le tireremo fuori. Al Museo di storia naturale di Rosignano, che è anche Centro regionale per l'osservatorio dei cetacei, andranno due vertebre, un disco intervertebrale e una costola mentre una vertebra sarà donata allo stabilimento "Lo scoglietto", in virtù della collaborazione offerta in questi giorni».
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