Sicurezza
Incenerita o donata a un centro di ricerca
Diverse le ipotesi in campo per lo smaltimento della carcassa, decide (e paga) il Comune di Rosignano
CECINA. Bruciata nell’inceneritore. Interrata. Sezionata in un istituto scientifico per scopi di ricerca. Oppure affondata nei mari per ricreare un ecosistema marino. Le ipotesi intorno allo smaltimento dell’esemplare femmina di balenottera comune che ieri si è spiaggiato sul litorale di Rosignano sono diverse e non tutte propriamente simpatiche. A decidere quale sarà il funerale di questo mammifero – ribattezzato “Giusi” da alcuni curiosi, in onore del giorno di san Giuseppe – sarà il Comune di Rosignano, che dovrà accollarsi anche le spese per l’intervento. «Decideremo domattina (oggi per chi legge, ndr) – ha spiegato il vice sindaco Daniele Donati – Ci piacerebbe donarlo a un istituto di ricerca e riavere lo scheletro per scopi didattico-museali».
«Smaltire il corpo di un cetaceo di 20 tonnellate non è semplice – spiega l’assessore Agostini – La prima ipotesi è quella di sezionare la balena sulla spiaggia o sulla piazzetta retrostante il lungomare Colombo. La seconda opzione è quella di agganciare il mammifero per poi trasportarlo via mare al porto di Livorno».
Intanto questa mattina arriverà sul posto una task force di esperti composta da studiosi delle università di Siena e Padova. «Faremo le indagini tossicologiche e necroscopiche utili ad accertare le cause della morte», spiega la dottoressa Letizia Marsili, dell’ateneo senese. Negli ultimi tempi si sono registrati diversi spiaggiamenti di delfini sulla nostra costa: «Su questo argomento si è svolto un tavolo tecnico al ministero dell’Ambiente – conclude Marsili – Ancora non si è capito quale sia la causa di questa moria». (g.p.)
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