Attenzione
Il libeccio spinge a terra il corpo del gigante buono
Balena di 15 metri si spiaggia allo Scoglietto. Gli esperti: «Già morta da lunedì» Folla di curiosi a fare foto e filmini. Le indagini di Arpat e Università
ROSIGNANO. Nonostante il “gigante buono” fosse visibilmente ferito e sanguinante, i primi soccorritori hanno sperato che il mammifero fosse ancora vivo. Il corpo mastodontico in leggero movimento sembrava regalare flebili speranze all’occhio di chi dalla riva seguiva quelle strane e curiose evoluzioni.
Un inganno dovuto alle correnti rese ancora più forti dalla mareggiata e dalle onde che scuotevano l’animale facendolo sbattere impietosamente sugli scogli. Invece l’esemplare - una balena di almeno 15 metri e circa 20 tonnellate - ha soltanto finito la sua corsa spiaggiandosi sugli scogli neri del litorale di Rosignano Solvay, davanti alle secche dello Scoglietto nell’omonimo stabilimento balneare.
L’allarme è stato dato da alcuni cittadini attorno alle 16 di ieri pomeriggio; è bastato un attimo, poi la piccola spiaggia battuta dalle onde e sferzata dal libeccio ancora energico, si è riempita di curiosi.
Molti i bambini che si sono radunati a pochi metri dalla balena. I loro sguardi attoniti erano puntati verso il mammifero tante volte studiato a scuola o, più semplicemente, immaginato o sognato ad occhi aperti magari durante le letture del libro di Pinocchio. Qualcuno si è avvicinato sfidando il mare e le temperature non primaverili, perché voleva vedere con i propri occhi, quanto fosse davvero grande la “bocca della balena”. Tutti con le macchine fotografiche per immortalare il momento «perché da noi – ripetevano i presenti – mai era accaduto di vedere una balena sulla spiaggia».
Dopo i primi momenti di sbigottimento, è scattata la parte operativa per consentire il recupero del cetaceo. Sulla spiaggia sono giunti capo Alessandro Balisciano, comandante della guardia costiera di Vada, il sottocapo Vincenzo Di Luca della Delegazione di spiaggia di Castiglioncello, il commissario di Polizia Marco Falzarano, ingegneri e tecnici del Comune, quelli dell’ Arpat di Livorno e l’assessore Luca Agostini. Tutti per coordinare le operazioni di rimozione. Nel frattempo è scattato il protocollo riguardante la Carta di Paternariato del Santuario Pelagos. Carta firmata lo scorso 13 luglio dal sindaco e che ha permesso al comune di Rosignano Marittimo, di far rientrare le proprie coste all’interno del Santuario dei cetacei.
«Ed è per questo – ha spiegato l’assessore al Turismo Luca Agostini che ha seguito tutto l’iter collegato al Santuario dei Cetacei che abbiamo segnalato lo spiaggiamento anche all’Università di Siena che conduce, sul territorio, studi sui cetacei. Adesso i tecnici dell’Arpat provvederanno a misurare la balena e a effettuare alcuni campionamenti per risalire, possibilmente, alle cause della sua morte».
C’è da capire se l’animale abbia urtato contro qualcosa o sia deceduto per altre cause. E se c’è relazione tra il decesso del mammifero e la morìa di alcuni delfini che si è registrata nei mesi scorsi.
Morte che non è avvenuta a Rosignano tanto che, lunedì, il corpo senza vita della balenottera era stato avvistato da una nave a ventidue miglia a largo di san Vincenzo e per questo la Capitaneria di porto aveva diramato un avviso ai naviganti.
Per tutto il pomeriggio e la tarda serata i tecnici e la ditta Petracchi che si occuperà dello smaltimento, hanno cercato la strada più semplice per portare via il corpo della balenottera che la risacca, ora dopo ora, sta trascinando sulla terraferma.
Un problema non da poco visto il mare mosso e le secche che impediscono a rimorchiatori o imbarcazioni ampie manovre.
Operazioni, queste, che proseguiranno nella giornata di oggi.
La zona è stata tracciata con del nastro. Le operazioni di recupero e smaltimento della carcassa sono a carico del Comune di Rosignano.
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