Sicurezza
Tagli al Cup: sarà un assalto agli sportelli
Il 31 marzo scadono gli attestati di esenzione, il Fials lancia l’allarme. In ospedale oltre 400 accessi al giorno
CECINA. Attenzione, al Cup si rischia il collasso. Non sono i pazienti a dirlo, fra una fila o l’altra. Sono i lavoratori. A farsi interprete di una sfilza di timori e preoccupazioni del personale e di un forte stato di disagio è il sindacato Fials che proprio oggi lancia l’allarme: «La mancata adozione da parte della direzione aziendale della Asl 6 di interventi adeguati per far funzionare un servizio così importante sembra perseguire l'obiettivo di disincentivare ulteriormente i cittadini ad avvalersi del servizio sanitario pubblico». E non è un caso che questo appello arrivi proprio a ridosso delle scadenze degli attestati di esenzione, attesa per il 31 marzo. Significa che «per pagare un ticket si potranno aspettare delle ore». Perché il personale è lo stesso e il lavoro è aumentato soprattutto coi tagli al front-office del consultorio che hanno dirottato al Cup anche le donne in gravidanza. E pensare che dopo la pioggia di lamentele e la voce alta delle istituzioni (pressate dal malcontento popolare) nella primavera 2012 l’azienda era corsa ai ripari potenziando l’organico. In sostanza, 5 sportelli aperti la mattina e 2 il pomerigio. Oggi i numeri sono questi, con una maternità però che ha ridotto di un’unità il personale. E con il taglio, nel nome della spending review, allo sportello del consultorio, fresco fresco ad anno nuovo.
Eppure il Cup di Cecina - se ne accorsero anche i vertici dell’Asl 6 che fecero un sopralluogo - lavora a ritmi di oltre 400 utenti giornalieri che diventano 600 nei momenti critici. «Le soluzioni da adottare indicate dal sindacato Fials - scrive Daniela Boem - in rappresentanza dei lavoratori allo sportello ormai esasperati per una situazione sempre più ingestibile, sono semplici ma presuppongono la volontà di cambiare il progetto ormai fallito dello "sportello polifunzionale" presentato oltre un anno fa dalla Asl6 come fattore qualificante e migliorativo del servizio Cup. Non è più accettabile che la quantità eccezionalmente numerosa di dirigenti che presiedono all'organizzazione di questo servizio, addirittura superiore al numero degli operatori impegnati quotidianamente dietro lo sportello, non sia in grado di provvedere affinchè il Cup sia alleggerito dalle funzioni prettamente amministrative come il recupero dei crediti e la gestione delle cartelle cliniche, oppure di disporre affinché sia lo specialista, al termine della visita, a fornire direttamente l'appuntamento successivo».
Quelle soluzioni di cui la politica ha parlato (corsia di prenotazione per i medici di famiglia, accordi con le farmacie) sono rimaste parole al vento. E e anche l’Asl invoca totem e Cuptel, o l’accordo con Lottomatica, per snellire le file, molti problemi sono rimasti irrisolti. Il Fials dice «basta con quei dirigenti che si trincerano dietro un muro di gomma su cui le nostre richieste continuano a rimbalzare insieme alle lamentele degli utenti. Chiediamo alla Asl6 una azione immediata che non va intesa come una provocazione ma come la valutazione realistica di una situazione di emergenza: perché non iniziare spostando parte di questi dirigenti da dietro le scrivanie a dietro gli sportelli al fine di aumentare la forza lavoro e far crescere in loro la consapevolezza dei problemi? Riteniamo che ciò porterebbe rapidamente ad un sistema più oculato di impiego della risorsa personale e magari incentiverebbe a perseguire la strada, che adesso ci viene negata, di investire anche in progetti specifici di assunzioni tesi a migliorare la qualità del servizio in favore dei cittadini che sono i veri azionisti della sanità pubblica». Senza soluzioni il sindacata minaccia azioni di lotta.
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