Il Tirreno

Panni stesi, c’è l’intesa escluse le finestre che danno sulle strade

di Rino Bucci
Panni stesi, c’è l’intesa escluse le finestre che danno sulle strade

Nel regolamento di polizia urbana approvato dal consiglio anche il divieto di fare i propri bisogni nei luoghi pubblici

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CECINA. Partiamo dalla fine: i panni si possono stendere. Ma non sulle vie pubbliche. In un’ora di discussione il consiglio comunale è riuscito ad approvare il regolamento di polizia urbana. Sebbene la bozza definitiva abbia preso forma in oltre due anni di confronto, si è continuato a discutere. Al punto che alcuni emendamenti sono stati presentati ieri direttamente in consiglio che poi ha approvato la norma all’unanimità.

Il primo emendamento, presentato dal consigliere Lorenzo Gasperini di Cecina insieme, verteva proprio sul comma due dell’articolo 46, quello che riguarda la stesura dei panni. Gasperini ha chiesto che venisse sostituita la norma – ritenuta troppo restrittiva – con un'altra dove fossero indicate solo alcune vie (le più centrali)su cui non lasciare i vestiti ad asciugare. Il consiglio, nell’approvazione, ha ritenuto di non elencare strade e di estendere il divieto a tutte le vie pubbliche.

La seconda integrazione è stata presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Villani. L’ex esponente Pdl ha voluto che nel testo fosse aggiunto un articolo che vietasse «nel centro urbano di soddisfare le corporali occorrenze al di fuori dei luoghi dedicati». «Ci sono alcune zone della città – ha detto Villani – dove purtroppo le persone fanno i loro bisogni senza ritegno. Serve una sanzione che eviti questo fenomeno». Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità.

Per ultimi i piccioni, l’assessore proponente Michele Grosso ha chiesto in extremis che venissero tolti gli articoli sull’allevamento dei piccioni in città perché esiste già un’ordinanza firmata dall’ex sindaco Paolo Pacini. Da oggi, il regolamento potrà essere pubblicato sul sito del Comune, la sanzione massima prevista per i trasgressori non supera i cento euro. Nella conferenza stampa di presentazione, la prima commissione che ha steso il testo ha rimarcato come questo corpo di norme sia stato a lungo condiviso ma anche discusso. «Non ha un carattere repressivo – dice Grosso – vogliamo piuttosto che i cittadini siano stimolati verso le buone pratiche del vivere civile». Più di due anni, tra stop e ripartenze, per definire settanta articoli. Si è partiti da una mozione del 2010 dei consiglieri ex Pdl Villani e Musotto, poi l’idea di partorire un testo in prima commissione. La sosta nei cassetti di palazzo civico con le dimissioni dell’assessore Gianluca Barbato e la ripartenza negli ultimi mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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