Sicurezza
«Niente fusione, avrebbe il sapore di un annullamento»
CASTIGLIONCELLO. Pier Luigi Deri, segretario del club azzurro. È a lui, dirigente di lungo corso, che chiediamo cosa ci sia di vero sulla ventilata fusione fra Rosignano e Castiglioncello. «Premesso...
CASTIGLIONCELLO. Pier Luigi Deri, segretario del club azzurro. È a lui, dirigente di lungo corso, che chiediamo cosa ci sia di vero sulla ventilata fusione fra Rosignano e Castiglioncello. «Premesso – risponde – che i rapporti fra le società sono da anni di piena collaborazione e amicizia, da qui ad ipotizzare una fusione il passo è lungo; niente vieta che tra le varie ipotesi giornalistiche per risolvere i problemi del Rosignano si metta in campo la possibilità di una fusione, ma non c'è niente di concreto. Pantani, chiamato in causa come presidente dell'Unione sportiva, ha smentito un eventuale interessamento e d'altra parte niente in tal senso ha detto in sede di consiglio, sennò conoscendone la serietà l'avrebbe certamente fatto. C'è poi da aggiungere che anche se per assurdo l'interessamento ci fosse, questo non vorrebbe dire necessariamente fusione, in quanto lo statuto dell'Us prevede democraticamente che il consiglio sia eletto dai soci, i soli a poter decidere sul futuro della società. Le notizie sulla stampa li ha mobilitati e la stragrande maggioranza ha fatto presente al sottoscritto di essere decisamente contraria». Ma quali sono i motivi di tale contrarietà? Deri: «Sono molteplici e vanno dalla volontà di restare autonomi almeno fino al centenario indipendentemente dalla categoria frequentata, alla notevole differenza di peso fra le due realtà. Questo fa temere agli sportivi azzurri che più di una fusione si tratterebbe di un annullamento dell'Us in un'entità molto più grande; non ultimo e forse prevalente il fatto che una fusione ha ragione di essere quando le parti prendono la decisione in libertà e con convinzione, mentre ora apparirebbe più imposta dalle circostanze, cioè dalla chiusura del “Bellagotti” senza ad oggi la ricerca di un'alternativa chiesta a gran voce dalla petizione inviata al sindaco la scorsa primavera da circa 700 sportivi locali. É forse questo che più disturba i soci, molti dei quali preferirebbero continuare l'attività magari in 3ª categoria prima di esser costretti a subire una forzatura». (f.c.)
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