Sicurezza
L’argentino don Bianco «Un papa del popolo»
ROSIGNANO. «È un uomo del popolo, però ha le caratteristiche per essere deciso in quel che nella chiesa c’è da cambiare». Don Osvaldo William Bianco, parroco di Santa Teresa, con papa Francesco I ha...
ROSIGNANO. «È un uomo del popolo, però ha le caratteristiche per essere deciso in quel che nella chiesa c’è da cambiare». Don Osvaldo William Bianco, parroco di Santa Teresa, con papa Francesco I ha molto in comune. Innanzitutto perché come lui è argentino di origini piemontesi. I nonni infatti provenivano da Fossano, vicino Cuneo. E poi perché, come Jorge Mario Bergoglio, conosce cosa vuol dire portare la fede in zone dove povertà e fame sono ancora una piaga sociale. Ecco perché anche don Willy Bianco (con questo nome è conosciuto il prelato di Santa Teresa, che in passato ha ammi9nistrato anche le parrocchie di San Iacopo in Acquaviva e San Lorenzo a Livorno) parteciperà al pellegrinaggio diocesano in programma dal prossimo 10 aprile a Roma, dove il parroco spera di poter far visita a Papa Francesco.
In passato ha mai incontrato papa Francesco?
«Una volta, oltre dieci anni fa, l’ho ascoltato durante una celebrazione quando era vescovo. Io vengo da una zona distante (Cordoba) da dove operava lui e quindi non ho avuto altre occasioni per incontrarlo».
Pensava che il cardinale Bergoglio avesse chance per essere eletto?
«Ero convinto che sarebbe stato eletto un vescovo nostro, del Sudamerica. Ma pensavo fosse quello del Brasile, anche perché era più giovane. Francesco ha 76 anni, per me è stata una bellissima sorpresa, ringrazio Dio anche perché so come lavora e come si pone nei confronti dei fedeli».
Quali saranno le linee guida del pontificato di Francesco primo?
«È un uomo del popolo, lavora a contatto con la gente. Il nome che ha scelto evidenzia questa caratteristica. Sta sempre insieme ai suoi fedeli e segue il variare della società. In passato, quando era già primate di Argentina, per le grandi celebrazioni religiose spesso preferiva lasciare in cattedrale un suo rappresentante e lui andava a dire la messa nei paesi più poveri, tra la gente comune. E ci andava in bus».
Perché secondo lei un’accoglienza così fredda da parte della presidente del’Argentina Kristina Kirchner?
«Perché ha sempre denunciato le ingiustizie sociali. Il rapporto non è mai stato ottimale, tanto è vero che la presidenza, in occasione del Te deum per le celebrazioni importanti, non si è mai presentata, mandando un suo rappresentante».
Quanto alle voci secondo cui il cardinale Bergoglio avrebbe “coperto” la dittatura di Videla cosa ne persona?
«Sono falsità, ma adesso cercheranno di lucrare sulla sua figura. Lui, al momento della dittatura era troppo giovane ed era superiore della congregazione dei Gesuiti, non aveva certo possibilità di contatti con il governo».
Andrà a far visita a Papa Francesco?
«Il 10 aprile è in programma un viaggio diocesano a Roma, con il nostro vescovo Simone Giusti e gruppi di fedeli. Speriamo di far visita al nuovo pontefice». (a.c.)
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