Il Tirreno

In 11mila senza lavoro, come un esercito

di Gianni Parrini
In 11mila senza lavoro, come un esercito

Ma con la riforma Fornero in migliaia rischiano la cancellazione dalle liste e la perdita delle tutele legate alla mobilità

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Ancora non si è capito se lo fanno per scelta o per imprecisione. Nel primo caso sarebbe cattiveria, nel secondo un errore da matita blu, imperdonabile per un cosiddetto "governo dei professori". Di fatto, però, la scure dell'esecutivo Monti colpisce le fasce deboli, in particolare i senza lavoro.

Stanno a casa in 11.000. La schiera dei disoccupati aumenta di giorno in giorno e ha ormai composto un numero a cinque cifre. 10.945, questo il dato esatto degli iscritti alla disoccupazione ai Centri per l'impiego di Cecina e Rosignano a fine 2012. L'anno precedente erano 9.461. La crisi, dunque, morde le imprese e soprattutto la forza lavoro. E non finisce qua. Perché molte delle persone iscritte in un sol colpo si vedono escluse dalle liste di disoccupazione e da quelle per la mobilità.

La disoccupazione negata. Una delle parti più rilevanti della famigerata riforma Fornero (legge n.92) riguarda la modifica dei criteri per l'iscrizione alle liste della disoccupazione. Fino a oggi rimanevano iscritti sia coloro che avevano un contratto a tempo determinato inferiore agli 8 mesi (dai co.co.co. a tutte altre forme parasubordinate) sia coloro che pur lavorando con continuità denunciavano un reddito annuo inferiore agli 8mila euro lordi (4.800 per gli autonomi, ndr). Con la riforma viene meno il criterio del reddito mentre quello della durata dei contratti passa da 8 a 6 mesi. Questa nuova definizione dello stato di disoccupazione cancellerà migliaia di nomi dalle liste attuali. «Un numero preciso non siamo in grado di fornirlo - spiega Patrizia Cotta Ramosino, la responsabile del centro per l'Impiego di Cecina e Rosignano - Il 10, il 20 o forse il 30% degli attuali 10.946 iscritti: è difficile dirlo con precisione. Di sicuro, sul nostro territorio il problema tocca in particolar modo il genere femminile: a perdere l'iscrizione saranno le donne che lavorano per imprese o cooperative di pulizie, o presso le mense, oppure fanno le impiegate part-time. In pratica, tutte quelle figure che lavorano per poche ore la settimana e che, pur in presenza di un rapporto continuativo, hanno un reddito inferiore agli 8mila euro annui». I “cancellati” rimangono così tagliati fuori da un sistema di agevolazioni che prevede indennità previdenziali e l'esenzione dalle spese sanitarie. Per non parlare della formazione gratuita fornita dai centri per l'impiego e della possibilità di usufruire degli sgravi contributivi di cui beneficiano le aziende che li assumono.

Niente soldi per la mobilità. L'altra brutta sorpresa riguarda il trattamento di mobilità per i lavoratori delle piccole aziende (legge 236). A scoprire la novità una circolare dell'Inps dello scorso 28 gennaio, nella quale si denuncia la mancata copertura nella legge di Stabilità 2013 degli sgravi contributivi destinati alle aziende che assumono lavoratori in mobilità licenziati dalle aziende sotto i 15 dipendenti. «Questa è una vera e propria bomba - conferma la responsabile dei centri impiego - A parte la Solvay, la Coop o poche altre grandi aziende, qui sul territori sono tutte sotto i 15 dipendenti. Lo scorso anno, per fare un esempio, su 444 domande di mobilità presentate a Rosignano ben 424 facevano riferimento alla legge 236. Il mancato rifinanziamento della norma rischia di bloccare un meccanismo di reinserimento nel mondo del lavoro che ha dato buoni risultati. I lavoratori in mobilità, infatti, portano in dote al datore sgravi contributivi considerevoli, che possono protrarsi da uno a tre anni». Ad esempio, un lavoratore in mobilità sopra i 50 anni, formato e con esperienza ha una posizione contributiva che al datore di lavoro costa quanto quella di un'apprendista.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa