Il Tirreno

Renziani di fronte al bivio stare dentro o fuori dal Pd?

Renziani di fronte al bivio stare dentro o fuori dal Pd?

Prime fratture già sulla scelta del candidato alle primarie fra Costagli e Garigali Ora il Laboratorio si contrappone a Cecina Adesso: «Puntiamo sul sociale»

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CECINA. C'erano una volta quattro amici che decisero di dar vita qui a Cecina al movimento dei "renziani". Valori, Conti, Orazzini, Gracci, per primi, prima ancora che qualcosa si muovesse a Livorno, pensarono a un incontro sui temi sociali e politici più scottanti nel territorio e alla maniera della "Leopolda"di Matteo Renzi, coniarono il termine "leopoldina" e dettero vita insieme a numerosi giovani alle iniziative di confronto al cinema Tirreno e al Fitto. E' interessante osservare che questo fenomeno sociale e culturale prima ancora che politico viene individuato come originale nelle varie realtà della provincia, tanto che in quegli incontri vi partecipavano anche altre embrionali esperienze giovanili e non solo con chiaro riferimento al tentativo renziano di "rottamare"la vecchia classe dirigente della politica. Non solo quella del centrosinistra. Insomma un’iniziativa locale che diviene capofila nella provincia, ma anche con interessamento dei comuni collinari del pisano.

Poi, al momento delle primarie del Pd, con i primi distinguo (e in via successiva quando si arriva alle parlamentari) scatta la separazione nel gruppo dei quattro. Pomo della discordia la proposta locale su chi per i renziani doveva essere indicato nella lista del Pd. C'era chi voleva il vicesindaco Antonio Garigali e chi Valentina Costagli. Prevalse poi la candidata solo per ragioni di genere, ma la divisione era ormai consumata.

Tanto più che dietro questa contesa appariva sempre più chiara una visione diversa di metodo e di contenuto.

Dice Luigi Valori, fondatore dell’associazione "Cecina Adesso", sigla fortunata anche utilizzata nella città con "Livorno Adesso", che «oggi l'impegno non può che essere quello di un pieno rinnovamento del partito democratico cui ho aderito convintamente in linea con le scelte di Matteo».

D'altra parte Valori sostiene che a questo serviva la candidatura di Costagli, «a sottolineare la discontinuità col passato, con la vecchia nomenclatura della politica».

Da qui poi le associazioni che si sono diffuse in città ed in provincia, da Livorno a Piombino, passando per Rosignano dove si è dato vita a un "opificio"progettuale sul piano amministrativo e per Castagneto, dove una parte dell'intera segreteria locale del Pd è con Renzi.

Diversa l'opzione di Riccardo Castellini, uno dei protagonisti nella costruzione del "laboratorio democratico", che va oltre la divisione maturata sulla proposta nelle primarie. «Il nostro laboratorio punta anche sul versante del sociale e sul piano politico il nostro impegno è quello di elaborare idee e progetti senza alcun intervento diretto all'interno delle forze politiche locali. In particolare a me piace rivolgere l'attenzione verso le questioni sociali segnatamente sul versante dei bisogni dell'infanzia e sul volontariato».

Dunque per Castellini come per gli altri aderenti al laboratorio fine di ogni polemica. «Capitolo chiuso» dice Riccardo. Insomma le strade si sono divise e le opzioni diverse segnano ormai percorsi ed obiettivi così lontani tra loro da rendere imprevedibile ogni ipotesi di riunificazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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