Il Tirreno

Tante piccole fortune regalate allo Stato

di GIanni Parrini
Tante piccole fortune regalate allo Stato

Nelle banche cittadine e nelle agenzie assicurative centinaia di conti “dormienti”. Ecco come recuperare i soldi

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CECINA. C'è chi li dimentica. Chi non ha mai saputo di averli. Chi non ha avuto il tempo di farseli rimborsare perché i termini per presentare la richiesta erano ormai scaduti. Parliamo dei cosiddetti rapporti dormienti: libretti a risparmio, cassette di sicurezza, conti correnti, contratti di assicurazione, assegni circolari mai rimborsati, titoli azionari e obbligazioni su cui da almeno dieci anni non è più stata compiuta alcuna operazione. Per dimenticanza o magari perché appartengono a persone decedute. A partire dal 2006 banche, assicurazioni e poste sono obbligate a censire periodicamente tutti i rapporti aperti e a comunicare gli estremi di quelli non movimentati da 10 anni. La lista dei rapporti entrati in dormienza è poi trasmessa alla Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici che gestisce l'apposito fondo e le domande di rimborso dei titolari o degli aventi diritto, ad esempio gli eredi.

Andando sul sito www.consap.it e digitando nella sezione "Cerca conto dormiente" il nome del Comune interessato compare una lista con nome del titolare del rapporto, data e luogo di nascita, intermediario finanziario e numero del rapporto. Manca solo l'importo giacente sul conto. Il database raccoglie l'elenco di tutti i conti entrati in dormienza dal 2008 a oggi. In totale quelli intestati a persone del nostro territorio sono centinaia, ma per motivi di spazio a fianco pubblichiamo solo l'elenco di quelli del 2012 (ce ne sono un paio anche del 2013): 35 sono associati a nominativi di cecinesi, 26 a persone di Castagneto Carducci. Si tratta per lo più di titoli assicurativi e conti correnti bancari (il nome del Monte dei Paschi è uno di quelli che ricorre più spesso). In entrambi i casi i titolari del rapporto o gli eredi hanno a disposizione dieci anni di tempo per presentare domanda di rimborso: trascorso questo termine i soldi finiscono nelle casse dello Stato. Per quanto riguarda gli assegni circolari, invece, il termine di prescrizione è triennale.

Polizze assicurative. Qui occorre aprire una parentesi. Fino allo scorso anno il termine ultimo per presentare domanda di rimborso delle polizze assicurative scattava dopo soli due anni. Un periodo troppo breve, perché spesso l'intestatario della somma era deceduto e i parenti non sempre erano a conoscenza del contratto. Per correggere questa stortura il governo Monti ha inserito nel decreto "Crescita" una norma che porta il termine di prescrizione per le polizze vita da 2 a 10 anni, equiparandolo a quello in vigore per i conti correnti bancari. E le polizze già emesse, scadute e devolute al fondo che fine fanno? L'esecutivo dei professori ha trovato una soluzione parzialmente retroattiva. Potranno chiedere il rimborso delle somme solo sottoscrittori o eredi di polizze andate in prescrizione tra il 1° gennaio 2006 e il 29 ottobre 2008. Le domande vanno presentate alla svelta: c'è tempo fino al 15 aprile di quest'anno. Poi i soldi andranno persi per sempre. Questa soluzione scontenta molti consumatori. "Una limitazione ingiusta - spiega il sito Altroconsumo - Tutti dovrebbero avere la possibilità di recuperare i soldi devoluti al fondo "dormienti" entro 10 anni, non solo chi ha avuto una polizza prescritta tra il 2006 e il 2008". Anche in questo caso a occuparsi delle domande di rimborso è la Consap (tutte le informazioni sono sul sito). Ma non è detto che tutte le domande pervenute entro il 15 aprile possano essere soddisfatte: le risorse disponibili ammontano a 7,6 milioni di euro. Se le richieste dovessero eccedere questa somma i rimborsi sarebbero solo parziali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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