Quegli anni ruggenti quando non c’era la Ztl
Barlettani ricorda gli affari del suo Gigi Style: «Il centro era trafficato, caotico, un viavai di auto»
CECINA. Per più di quarant’anni ha vestito generazioni di cecinesi e forestieri. Del resto un figlio d’arte - la madre Maria Luigia aveva un negozio di tessuti e il padre Gino un magazzino di alimentari – non avrebbe potuto far altro. Luigi Barlettani aveva ancora i calzoni corti («Ero un giovanotto») quando decise di aprire un negozio lungo quell’Aurelia che non era ancora pedonale. Per tutti, dal 1963 al 2005, è stato Gigi di “Gigi Style” e si commuove ancora quando ricorda di «aver deciso con la mamma di entrare nel mondo del commercio con un’attività di abbigliamento». Soprattutto marche da uomo e rigorosamente di provenienza inglese. Da Gigi ci trovavi Burberry, Brema, Ballantyne, Montgomery. E negli anni d’oro, quelli della Perla del Tirreno e della “Dolce vita”, magari nascosti negli eleganti camerini in legno, ci trovavi anche Mastroianni e Panelli. «In quegli anni Cecina era un centro molto trafficato, persino caotico – ricorda Gigi che oggi si gode la pensione a Montescudaio – era un viavai di auto che si fermavano lungo l’Aurelia e in tanti compravano». A quel tempo l’area pedonale era poco più di un’idea di qualcuno. «Il commercio era vivo - dice Gigi - i bar aperti fino a notte fonda e gli alberghi sempre pronti ad accogliere i viandanti. Dagli anni ’60 fino agli ’80 gli affari sono andati a gonfie vele. Il 70% dei clienti veniva da fuori, anche da Volterra, solo il 30 era composto da residenti». All’apice degli affari, “Gigi Style” è riuscito a garantire uno stipendio fisso anche a due commesse. «Erano anni molto diversi, ruggenti – dice l’ex negoziante – oggi c’è una crisi che si taglia con il coltello e sopravvive solo chi riesce a diversificare l’offerta. Purtroppo bastano due passi per notare che ci sono troppe attività uguali e che non vendono altro che paccottiglia. Penso che i primi problemi a Cecina siano arrivati con la chiusura di corso Matteotti. L’area pedonale ha portato svantaggi al 100%. Il passaggio delle auto sull’Aurelia era fondamentale per le attività». Capita spesso di vederlo Gigi, in un bar del centro, a due passi da quello che fu il suo negozio storico e che oggi ospita parte della merceria “Lenzi Lenzina”. Nostalgia? «Dopo quarant’anni di attività era giusto che mi ritirassi – dice – dietro non c’era nessun problema economico, solo la voglia di riposarmi. Ciò che rimpiango, semmai, sono certi anni che non torneranno più».( r.b.)
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