La manifestazione
MA I BAMBINI NON POSSONO CAPIRE
L'8 marzo ho preso i miei bimbi di 5 e 2 anni e sono andata a fare la spesa. Era un po' che non la facevamo noi tre insieme, di solito mi fermo a prendere le cose al volo da sola prima di andare al...
L'8 marzo ho preso i miei bimbi di 5 e 2 anni e sono andata a fare la spesa. Era un po' che non la facevamo noi tre insieme, di solito mi fermo a prendere le cose al volo da sola prima di andare al lavoro. In macchina si parlava di cosa comprare, la più grande voleva le fragole con la panna e pensavamo anche di regalarci una mimosa, visto che il papà se n'era dimenticato. Insomma, c'era un clima di festa. Poi siamo arrivati là,
Al Conad di Donoratico, all'entrata, c'erano una donna e un uomo sdraiati per terra, l'uomo con un cerotto sulla bocca e lei che diceva alla gente «Passate pure di qui, buon 8 marzo», e l'ha detto anche a me, pur vedendo che avevo due bimbi piccoli. Ho capito subito il senso della protesta e, pur comprendendola e appoggiandola moralmente, mi sono subito preoccupata per Luna, la mia figlia più grande, che infatti li guardava con occhi sbarrati. Ho provato a distrarla con le fragole e il resto, ma non era finita lì: continuavano a passarci davanti altre persone, uomini che conducevano il carrello e donne dentro con i cerotti sulla bocca, cartelli con i dati delle violenze sulle donne e i lividi dipinti in faccia, altre donne sdraiate altrove. A quel punto sono stata costretta a dire a Luna che si trattava di una recita, perché era il giorno della donna ma purtroppo ce ne sono molte che vengono trattate male e queste persone stavano facendo una campagna di sensibilizzazione, e che non doveva spaventarsi. Ma come fa una bimba di 5 anni a capirlo? Avrei preferito salvaguardarla da questo schifo e aspettare ancora qualche anno prima di parlarle della violenza sulle donne. E' rimasta allibita per tutto il tempo e a ogni corsia si guardava intorno spaventata, come hanno anche notato due commesse, quindi mi sono sbrigata ad andarmene. Ora mi chiedo: sono cose da fare in un posto del genere di primo pomeriggio? Non sarebbe almeno il caso di mettere un cartello fuori per lasciar modo di decidere, soprattutto a chi ha dei bambini? E' come aver costretto i miei figli a vedere un film dell'orrore. A casa so come proteggerli da queste cose, ma se te le ritrovi davanti in un supermercato, no. L'ho trovato molto scorretto.
Elena Bartolomei
(Bolgheri)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
