Sicurezza
In terra o nel carrello e piene di lividi: il j’accuse delle donne
Improvvisazione teatrale choc nei supermercati Salvadori: «Un 8 marzo celebrato in modo diverso»
DONORATICO. La donna imbavagliata e costretta dentro un carrello della spesa, incapace di agire liberamente e opporsi alla violenza. O seduta in terra, a testa bassa. Un messaggio forte proposto attraverso la rappresentazione drammatica di una scuola di teatro, per scuotere l’opinione pubblica e stimolare i cittadini a una riflessione attorno ai temi della difesa della donna. Una riflessione ad ampio raggio che comprende la denuncia forte contro l’oppressione e il maltrattamento operato da parte degli uomini, spesso familiari e di cui le cronache, sempre più incessantemente, si stanno occupando. Quale occasione migliore se non la festa internazionale della donna per organizzare un flash mob? L’idea è partita dall’amministrazione comunale di Castagneto e in particolare dall’assessore alla cultura Marika Salvadori, in collaborazione con la scuola di teatro Artimbanco di Cecina.
«Quest’anno – commenta la Salvadori – abbiamo deciso di celebrare la festa utilizzando un registro diverso, più contemporaneo. Abbiamo scelto i supermercati, luoghi dove la gente quotidianamente si reca, con una rappresentazione estemporanea che li cogliesse alla sprovvista».
La messa in scena ha interessato i supermercati principali del paese, Coop e Conad. Una sorpresa per i clienti che, entrando negli store, si trovavano improvvisamente una donna distesa sul pavimento, ovvero la “donna-zerbino” che augurava a tutti una buona festa invitando la gente a calpestarla, come se nulla fosse.
Oppure girovagando tra scaffali e le corsie era possibile incontrare i “mariti” che spingevano carrelli carichi oltre che dei prodotti d’acquisto anche delle proprie mogli, imbavagliate e piene di lividi. Alcuni cartelli sporgevano dal carrello con la scritta: “Solo una donna su 20 denuncia la violenza subita”, o “Una donna su 5 ha subìto violenza almeno una volta dal proprio partner”. Sulla giacca di un “marito” si leggeva “Sei tu che me le levi dalle mani”.
«È stata una scelta forte – continua l’assessore – perché l’argomento è ampiamente trattato sui giornali, ma trovarsi di fronte a una concreta, seppur artistica, materializzazione della situazione, ha colpito molti concittadini. E sono sicura che ci perdoneranno se abbiamo reso un po’ più problematico il loro normale momento di spesa. Sono altrettanto certa che qualche brava mamma, seppur inizialmente in difficoltà, avrà trovato le giuste parole per spiegare ai figli chi fossero quegli strani clienti in giro per il supermercato. Qualcuno è passato a fianco dei performer sorridendo divertito, incredulo, infastidito, ma voglio pensare che incrociare gli occhi vuoti e tristi di una delle donne sedute nel carrello abbia invece sollecitato una riflessione. Qualcuno si è addirittura commosso, qualcuno ha ringraziato e una donna ha offerto una bottiglia di spumante ai ragazzi della compagnia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
