Sicurezza
Tagli ai servizi: la Cgil si scaglia contro i sindaci
«Basta con la scusa degli strumenti di programmazione» Chiesto incontro di Area Vasta: «Sennò Pisa prende tutto»
CECINA. Dodici anni di latitanza o quasi. L’ultimo Pal risale al 2001, poi? Se lunedì scorso era stato il presidente della IV commissione in consiglio regionale Remaschi a tirare le orecchie ai sindaci definendo “un errore” la mancata stesura dei piani attuativi, adesso è il più forte sindacato confederale a bacchettare i primi cittadini della provincia. Un’accusa che non risparmia chi, nelle istituzioni, poteva giocare un ruolo più incisivo e non l’ha fatto per la sanità livornese.
«Basta con la storia che mancano gli strumenti di programmazione», tuona Franca Taddei, coordinatrice sanità della Cgil. «Se proprio vogliamo guardare alla legge 40 citata dal sindaco di Livorno Cosimi - dice la sindacalista cecinese - rispondo che i piani zonali si potevano fare e non si sono fatti». Risultato? Per la Cgil la constatazione che “siamo in una fase drammatica” e che se “ognuno va per conto suo” c’è il rischio che in ambito di Area Vasta all’Asl 6 e, per quanto ci riguarda, alla bassa Val di Cecina rimangano solo le briciole di un modesto tramezzino. Perché non ci sono solo i tagli dei posti letto, all’orizzonte. Ci sono le riorganizzazioni del 118, dei laboratori di analisi, della sanità territoriale, delle aree chirurgiche. Tutto nel nome della spending review e dei tagli nazionali. «La Regione Toscana - continua Taddei - ha convocato le organizzazioni sindacali proponendoci il documento di riorganizzazione col taglio dei posti letto. Noi siamo riusciti a dire: prima si parla di sanità sul territorio, poi dei posti letto».
La Cgil contesta la logica della riorganizzazione nella misura che «si incide su servizi ma non sui costi organizzativi, sul fatto che ci sono 12 Asl, 3 aziende ospedaliere, 3 Estav, il Meyer e la Fondazione Monasterio». «Si potranno abbattere alcuni di questi costi?», si domanda Taddei. E avvisa i sindaci, visto che la trattativa si condurrà in ambito di Area Vasta e ognuno(Livorno, l’Elba, la bassa Val di Cecina) va per conto suo: «Questa è un’ulteriore opportunità nelle mani delle istituzioni per riprendere in mano la programmazione. I sindaci del territorio, lavoratori dell’Asl 6, sindacati devono giocare un ruolo presentando un piano di quello che vogliono». Altrimenti, fa notare la Cgil, la provincia livornese rischia di uscire con le ossa rotta dal confronto di area vasta.
Intanto la Cgil richiedendo un incontro con la delegazione trattante della Rsu e le altre organizzazioni sindacali, prevista tra l’altro per lunedì prossimo vuole mettere i paletti su come confrontarsi con l'azienda Usl 6 ridando voce ai lavoratori. La delibera regionale 1235/2012 che riorganizza il servizio sanitario regionale dà un mandato forte all'Area Vasta, pertanto la Cgil ha richiesto un incontro urgente con il coordinatore di Area Vasta Nord-Ovest dottoressa De Lauretis (direttore dell'azienda di Massa e Carrara) per iniziare quel processo di concertazione per quanto attiene l'organizzazione ospedaliera e quella territoriale».
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