I renziani sbattono la porta «No alla segreteria allargata»
ROSIGNANO. Non sono disposti ad accontentarsi delle briciole. Ad essere considerati una corrente "accessoria", da sbandierare a piacimento quando il gioco politico si fa più duro, propprio non ci...
ROSIGNANO. Non sono disposti ad accontentarsi delle briciole. Ad essere considerati una corrente "accessoria", da sbandierare a piacimento quando il gioco politico si fa più duro, propprio non ci stanno. I renziani di Rosignano (il cui coordinatore è Paolo Rotelli, nella foto) rispondono bocciando il progetto avanzato nei giorni scorsi dai vertici comunale del Pd, che hanno deciso di aumentare il numero dei componenti della segreteria. Il partito non ha fatto alcun nome certo, ma è chiara l'intenzione di aprire ai renziani. Il segretario Fabrizio Bagnoli ha parlato di due o tre persone da ricercare nei circoli delle frazioni e in chi si è impegnato nei due comitati (Renzi e Bersani) in occasione delle primarie. Insomma esponenti giovani, dinamici e che abbiano dimestichezza con i nuovi mezzi di comunicazione. Perché per contrastare gli attivisti del Movimento 5 Stelle, il cui obiettivo locale è conquistare Palazzo civico alle amministrative del 2014, c'è bisogno di combattere sul loro stesso campo. Ecco che sono usciti fuori i nomi di giovani che si sono avvicinati alla politica impegnandosi nel comitato pro Renzi, come Gaia Vivaldi, Daiana Sammuri, Camilla Potestà.
Ma la corrente locale che spalleggia il sindaco rottamatore non ci sta. E boccia senza mezzi termini il "rimpasto di segreteria", chiedendo invece che i vertici locali del Pd vengano rifondatati totalmente.
«Non è inserendo qualche nuovo amico - scrive il comitato pro Renzi di Rosignano - che si può dare attuazione al tanto invocato processo di rinnovamento e a quel cambiamento di rotta che anche dall’assemblea aperta del Pd di Rosignano sono stati a più voci indicati».
I renziani ci vanno giù duri e al “corteggiamento” dei vertici locali del Pd rispondono con un no secco. «La cooptazione di alcuni esponenti del movimento renziano - scrivono - avrebbe solo il sapore di una rapida verniciatura applicata al vecchio intonaco o, peggio ancora, dell’applicazione del vecchio metodo cencelliano alle strutture di partto».
Un no senza tentennamenti quello dei sostenitori del sindaco di Firenze, che invece lanciano l’idea di un rinnovamento radicale dei vertici locali del Pd. «Per operare una vera svolta - scrive il comitato - crediamo che sia opportuna la convocazione di un congresso comunale (non dimentichiamo che l’attuale assemblea è ancora quella emersa dallo scontro fra le due liste pro Bersani e pro Franceschini, e quindi ad oggi obsoleta), che trovi anche nelle tesi renziane argomenti forti per un dibattito congressuale e non nell’ampiamento degli attuali organi direttivi».
Solo dopo un congresso comunale che prenda in considerazione tutte le correnti in seno al partito, secondo i renziani «si formerà la nuova direzione rappresentativa, speriamo - concludono - non delle singole componenti interne quotate ma di un nuovo contesto, sulla base di un nuovo programma condiviso».(a.c.)
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