Il Tirreno

Rinviato di 7 mesi il processo al maresciallo

Tentata concussione al marchese Incisa: prime schermaglie in aula per la lista dei testimoni

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CASTAGNETO. Erano presenti entrambi gli imputati e si sono registrate le prime schermaglie tra accusa e difesa a proposito della lista dei testimoni, ma il processo vero e proprio comincerà tra altri sette mesi. La prima udienza dibattimentale è stata infatti fissata al 17 ottobre, sempre in tribunale a Livorno davanti al collegio Cardi-Del Forno-Pasquali (pm Massimo Mannucci).

Stiamo parlando del processo che vede imputati il maresciallo dei carabinieri Gaetano Lo Voi (50 anni, ex comandante della stazione di Donoratico) e Giuseppina Zambardino (56). Il primo è accusato di tentata concussione e truffa ai danni dello Stato oltre a falsità materiale e ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici.

Secondo le indagini, condotte dagli stessi carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Gianfranco Petralia, il maresciallo avrebbe fatto pressioni sul marchese Nicolò Incisa della Rocchetta e sul direttore dell'azienda vinicola Citai (tenuta di San Guido) a trasferire la moglie dal reparto imbottigliamento a un ufficio, ad assumere la figlia e pure il fidanzato di quest’ultima in qualità di guardia giurata. Questo, presentandosi più volte in divisa a bordo dell'auto di servizio nella tenuta di Castagneto e minacciando «in più occasioni - si legge nel capo d'imputazione - possibili conseguenze rappresentate dalla diffusione di non meglio precisate notizie sul conto della moglie del marchese, nonché facendo riferimento a possibili ispezioni sui luoghi di lavoro dell'azienda Citai finalizzate ad accertare eventuali irregolarità».

La Zambardino invece dovrà rispondere solo del concorso nella truffa. Secondo le indagini la donna avrebbe rilasciato al maresciallo due ricevute di affitto (per 2.600 e 1.950 euro) nonché una dichiarazione con la quale la locatrice attestava falsamente di aver ricevuto da Lo Voi la somma complessiva di 4.550 euro come canoni di affitto e producendo la documentazione alla Prefettura ai fini del rimborso.

Fu lo stesso Paoli, attraverso una denuncia, a dare il via all'indagine della Procura nel luglio 2010.

Lo Voi, trasferito a Palermo, è difeso dagli avvocati Maria Grazia Schiavone del foro di Livorno e Salvino Pantuso del foro di Palermo. Giuseppina Zambardino, residente a Donoratico, è difesa dall'avvocato Marco Talini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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