Sicurezza
Ridiamo un senso alla giornata dell’ 8 marzo
La grande mobilitazione cui abbiamo assistito nel 2011 con l'affermazione del movimento “Se non ora quando” ha messo in luce il rapporto tra la condizione delle donne nella...
La grande mobilitazione cui abbiamo assistito nel 2011 con l'affermazione del movimento “Se non ora quando” ha messo in luce il rapporto tra la condizione delle donne nella politica italiana e il declino di un Paese. Non si è trattato infatti dell'emergere di una nuova questione femminile quanto piuttosto della necessità di un profondo rinnovamento culturale e soprattutto etico, trasversale alla società italiana. Alla dignità delle donne ha fatto eco la dignità di un Paese perché esse non sono la sua rappresentazione quanto piuttosto l'essenza. Le donne sono ancora troppo spesso lontane dalla vita pubblica perché assoggettate a regole sociali non scritte ma tacitamente e tenacemente applicate. Lavorare per una cultura dove i ruoli non sono stabiliti a priori ma condivisi, dove i clichè vengono stigmatizzati e i pregiudizi superati, significa porre le basi per una società dove uomini e donne hanno le stesse opportunità nel lavoro, nello studio, nella politica, nelle istituzioni e in qualsiasi altra manifestazione della vita pubblica e privata. Il fermento di questi ultimi due anni ha inciso sulle coscienze aprendo la strada per un risveglio civico e ha dato vita ad un nuovo pensiero delle donne e sulle donne.
Alcuni segnali, sul fronte politico, sono stati dati: il Parlamento che sta per formarsi non soltanto sarà il piu' giovane ma anche quello che conterà la maggiore presenza femminile nella storia della Repubblica; si parla infatti del 32% alla Camera e del 30% al Senato. L'amministrazione comunale di Cecina già dal 2009, anno del suo insediamento, ha applicato questo principio, tanto è che la presenza femminile all'interno della Giunta è pari a quella maschile: ossia esattamente la metà dei suoi componenti. Purtroppo non possiamo guardare con altrettanto compiacimento ai dati relativi alla violenza sulle donne perpetrata quasi sempre da persone di famiglia, padri, fratelli, compagni, mariti o ex . Un dramma sociale che va sotto il nome di femminicidio. Sottolineando che il crimine compiuto attiene al genere e alla dignità della persona e non tanto al ruolo o allo stato civile, di moglie, madre, figlia, compagna o altro. Un nuovo lemma che entra tristemente a far parte del nostro vocabolario e che sottolinea come la violenza sulle donne non è questione privata ma politica, da affrontare soprattutto attraverso un cambiamento radicale del modo di pensare la relazione uomo-donna e l'immagine stessa che può essere veicolata dai media.
Fra i luoghi preposti per la costruzione di un'identità di genere vi è senz'altro la scuola, ambiente privilegiato per combattere stereotipi e dove è possibile acquisire le conoscenze necessarie per un'educazione all'affettività, al rispetto delle differenze e alla gestione dei conflitti in maniera assertiva, imparando cioè a esprimere le proprie opinioni, le proprie emozioni. Il particolare momento storico che stiamo vivendo richiede responsabilità nei comportamenti, sobrietà delle parole e la speranza nelle capacità dell'essere umano, tutto ciò forse ci aiuta a dare un senso piu' autentico anche a questa giornata.
. *sindaco di Cecina
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