La manifestazione
Bechini boccia i partiti e pensa alla lista civica
L’ex segretario Psi: «Resto socialista ma non escludo iniziative di cittadinanza» Critiche al centrosinistra: «Non ha saputo interpretare la voglia di cambiamento»
CECINA. «Abbiamo fatto un errore di prospettiva», dice Alessandro Bechini. «E siccome per un dirigente politico è importante dare segnali, assumendosi responsabilità, io questo segnale l'ho dato, dimettendomi». Così l'ormai ex segretario del Psi bassa Val di Cecina dopo le dimissioni a sorpresa annunciate lunedì scorso. Con lui parliamo di risultati elettorali, prospettive e scenari locali.
Lei Bechini ha detto che il Psi ha sbagliato strategia, conferma?
«Capisco che per un un partito è importante che trovi rappresentanza nelle istituzioni ma noi abbiamo commesso un errore di prospettiva sostenendo Bersani, dovevamo proporre un nostro candidato per le primarie. E siccome faccio politica per passione, come occasione di cittadinanza attiva, se si commettono errori e si perde un po' di passione è meglio mettersi momentaneamente da parte».
Il Pd ha vinto ma ha perso. Che consigli si sente di dare al centrosinistra?
«Mi viene da rispondere con una battuta di Woody Allen: non do consigli perché ognuno è bravo a sbagliare da solo. Il problema tuttavia non è del Pd ma del centrosinistra. Ci sono stati segnali che dovevano essere interpretati e non è successo. Oggi (ieri ndr) leggo di questo documento del Pd inviato alla direzione nazionale e mi sembra che ponga uno scenario diverso, invocando un cambiamento, quello stesso che Matteo Renzi aveva messo in movimento».
Ha sostenuto Bersani, è diventato renziano?
«Ho sostenuto Bersani perché interpretasse questi segnali, ma non lo ha fatto o lo ha fatto solo in parte. Il merito di Renzi è di aver messo in moto una grande partecipazione, coinvolgendo tanti giovani molti dei quali hanno avevano maturato sfiducia verso i partiti».
Lascerà il Psi?
«No, resto un iscritto del partito, resto molto legato a tanti compagni con cui ho vissuto importanti esperienze politiche. Ma tornando a Renzi e Bersani credo che il secondo abbia sostenuto un programma che è molto più vicino alle radici del socialismo liberale, un socialismo che è stato poi tradotto dalla politca di Blair in Inghilterra e quindi più vicino al Psi degli anni '80, mentre quello di Bersani è un programma più socialdemocratico».
Grillismo, non voto. Batoste per Pd e Pdl. Anche a Cecina centrosinistra e centrodestra hanno perso centinaia di voti. Che ne pensa?
«Penso che i partiti stanno vivendo una grande crisi, non riescono più a interpretare le istanze di cambiamento che vengono dalla società. La forma partito è insufficiente a contenere i disagi, la rabbia, la protesta che c'è fuori»
Lo sbocco è una lista civica. Lavorerà per questo?
«Non lo escludo. Anche qui sul territorio i movimenti civici, di cittadinanza attiva, stanno crescendo e trovando terreno fertile. A Cecina il centrosinistra unità raggiunge il 40%. Come arrivare al 51%? Istanze di natura civica possono essere importanti, ecco perché non le escludo».
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