La manifestazione
«I vecchi si facciano da parte»
Documento del Pd cecinese a Bersani: ok a un governo di minoranza
CECINA. Un documento unitario, sottoscritto dai 3 circoli come ricorda Alessandra Meini, segretaria comunale, in cui il Pd cecinese chiede a Bersani che «i vecchi si facciano da parte». Via i volti consumati, dentro giovani promettenti. E soprattutto, ok ad un governo di minoranza. No ad accordi col Pdl.«Il Partito Democratico - si legge nel documento inviato alla direzione nazionale - deve farsi carico di un risultato che non lo individua come forza in grado di governare come avremmo voluto, e quando un Partito non ha la maggioranza parlamentare, deve ammettere che la sua sintonia con l'elettorato è in grave crisi, e che occorre porvi immediatamente rimedio».
E ancora: «Le elezioni primarie ci hanno regalato una forte ondata di popolarità, gli elettori ci hanno dato il segnale di apprezzamento del processo di apertura e di forte rinnovamento, che si esplicava anche nelle persone che hanno affiancato il segretario Bersani nella campagna delle primarie. Giovani capaci e preparati come Giuntella, Puglisi ed altri, hanno dato l'immagine di un partito in grado di rinnovarsi all'insegna di parole d'ordine come competenza, merito e generosità.
Purtroppo durante la campagna elettorale, queste attori hanno perso un po' la scena, e ritrovando su tutte le televisioni ed i giornali i politici di lungo corso che, devono poter lasciare lo spazio a coloro che rappresentano il futuro e una nuova proposta di politica nel metodo e nelle idee. Questo è il momento per ripensare ai ruoli, alle facce da mettere in campo, ai tempi e ai luoghi del fare politica. La politica deve essere aperta, inclusiva ed abbracciare la critica costruttiva, deve ritornare nei luoghi aperti, come le piazze cittadine ma anche quelle virtuali, perché anche i social network sono centri di discussione open e free, dove senza schematismi e sovrastrutture si fa e si discute di politica.».
E ancora: «Noi non possiamo non considerare che questo risultato elettore è anche conseguenza dell'appoggio politico al Governo Monti, al quale per senso di responsabilità verso il Paese che stava rischiando il baratro, abbiamo garantito sostegno, oltre alla vicenda Monte dei Paschi, esempio di non sufficiente attenzione della sovrapposizione di logiche politiche al contesto economico finanziario. Altri hanno urlato più forte di noi che era ora di riformare fortemente il sistema politico ed istituzionale, ridimensionando numero di parlamentari, benefit, finanziamenti ai partiti, enti copiosi nelle competenze, pensioni e stipendi d'oro, e abbiamo lasciato che chiudessero la campagna elettorale con un vero bagno di folla, nelle piazze tra e con la gente mentre noi ci richiudevamo nei nostri recinti consolatori.
Ribadiamo la validità assoluta del programma presentato dal Pd e con quel programma sosteniamo la proposta lanciata da Bersani di proporre un governo di minoranza coraggioso e forte che risponda ai bisogni urgenti degli italiani, senza prendere minimamente in considerazione la possibilità di fare un governo con il Pdl».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google