Sicurezza
Kenya: imprenditore vadese ferito da un colpo di pistola
Il primo è andato a vuoto e il secondo ha sfiorato alla gola Giuseppe Passaglia, che vive a Malindi Un amico assicura: «Al telefono mi ha detto che è stato dimesso dall’ospedale e che sta bene»
VADA. Un vadese trapiantato in Kenya, Giuseppe Passaglia, 64 anni, è stato ferito con un colpo di arma da fuoco che lo ha preso di striscio alla gola. L'aggressore, un giovane kenyota, sarebbe stato arrestato dalla polizia.
Passaglia è stato ricoverato e medicato al St Peter Hospital di Malindi. «Le sue condizioni sono buone, si è trattato di un semplice diverbio», ha detto all’agenzia Ansa Freddie Del Curato, direttore del portale MalindiKenya.net riferendo di una lite con un collaboratore domestico che lavora nell’abitazione del vadese.
Da altre fonti invece apprendiamo che Passaglia sarebbe rimasto vittima di un vero e proprio agguato più che di una lite degenerata sul momento, se è vero che l’uomo è stato colpito mentre era in strada e che l’aggressore gli si è avvicinato in sella a una moto per poi premere il grilletto.
Difficile, al momento, ricostruire con chiarezza cosa sia successo. Al consolato di Malindi, dove abbiamo provato a chiamare non appena appresa la notizia, ieri sera non rispondeva nessuno e oggi è domenica.
L’unica cosa certa è che l’uomo è fuori pericolo, è stato dimesso e sta piuttosto bene. Lo conferma Giorgio Scarpa, ristoratore di Montescudaio e amico di vecchia data di Passaglia: «Ho telefonato a Giuseppe e mi ha assicurato che sta bene - dice Scarpa - lo hanno dimesso ed è a casa sua, a Malindi. Per fortuna il proiettile lo ha colpito solo di striscio, al collo. L’aggressore ne ha sparati due colpi, uno è andato a vuoto. Altro non so, non gli ho chiesto nulla, mi interessava solo sapere che stesse bene. Come ho appreso la notizia? Mi ha chiamato ieri (venerdì) la sorella di Giuseppe, che ora abita a Pisa».
Passaglia, un passato sulle navi da crociera, vive da una trentina di anni in Kenya. Vi si trasferì seguendo le orme di un amico, il pittore livornese Armando Tanzini.
A Malindi, Passaglia lavora nel campo immobiliare e del turismo. Quando può torna nella nostra zona e ci sono degli appuntamenti ai quali pare tenere molto: i raduni dei "ragazzi del ’49" di Vada che hanno iniziato la loro amicizia nella prima classe della scuola elementare Novaro. Anche due anni fa in particolare Passaglia fu presente per il sessantesimo anniversario di quell’amicizia.
Forse è solo una coincidenza, ma un mese fa altri italiani rischiarono grosso nella stessa zona, sulla spiaggia di Mayungu a Malindi. Un commando di sei uomini, durante una rapina eseguita con pistole e machete, ferirono una turista di Brescia e spararono (senza colpirlo) al direttore del villaggio turistico, il piombinese Massimo Leporatti. La polizia kenyana poi intercettò in un quartiere di Malindi il commando, arrestando cinque persone e uccidendone una sesta mentre tentava di fuggire.(a.d.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google