Finanza
In mostra le creature “ecologiche”
Sayaka Ganz espone (prima volta in Europa) alla fondazione Geiger
CECINA. Uccelli, creature marine e cavalli di plastica colorata fenderanno l’aria negli spazi della Fondazione Geiger, frutto della fantasia di Sayaka Ganz, che ricicla oggetti di scarto. L’artista giapponese allestirà la sua prima personale in Europa dal 30 marzo: “Sayaka Ganz. Danze della natura” a cura di Alessandro Schiavetti.
Sei gruppi di sculture di animali introdurranno i visitatori nell’universo di questa artista che vive negli Stati Uniti e lavora guardando all’ecologia. Completano il percorso due “Luminariales”, installazioni in movimento con luci della Ganz con l’artista cinetico Jim Merz.
Come è arrivata in Italia? «E’ stata una sorpresa essere contattata dalla fondazione, la prima volta arrivai a Firenze da studente nel 1997.
Su cosa verte il suo lavoro? «La natura, il vento e l’acqua. Poi ci sono gli oggetti, la loro storia, le persone che li hanno usati. Nella religione scintoista anche gli oggetti hanno un’anima. Ai bambini giapponesi viene detto che se buttano via un oggetto prima del tempo, lui piange nel bidone dei rifiuti».
Come nasce un’opera? «Preparo un’armatura in acciaio o in alluminio, poi ci faccio dei fori e ci infilo le fascette per le parti in plastica, che scelgo secondo il colore. Infatti suddivido gli oggetti di scarto in base al colore, quando ne ho abbastanza faccio una scultura. Al colore è abbinato un significato simbolico, per esempio il rosso è tipico degli oggetti veloci come le auto, del fuoco e delle emozioni forti, così ho concepito un ghepardo rosso».
I suoi animali sembrano in movimento.
«Ho sempre studiato il movimento. Prima lavoravo con i rottami di ferro, ma la plastica era più leggera e le parti piccole e colorate potevano essere le pennellate, come nei fumetti si dà movimento alle figure tracciando piccole righe dietro. Personalmente ho sempre viaggiato acquistando un senso di adattabilità e flessibilità, ma anche un desiderio di appartenenza che cerco di trasferire agli oggetti in plastica, per mettere radici e trovare un luogo dove essere felici».
Con la sua arte pensa di contribuire allo sviluppo dell’ecologia?
«Ho sempre usato oggetti di scarto per creare opere che durassero nel tempo, ma sapevo che le mie sculture non sarebbero esistite per sempre. Credo che la ricerca per trasformare la plastica in energia sia condotta dagli scienziati, il mio ruolo di artista è solo sospendere gli oggetti per non buttarli via».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google