Finanza
«Non c’è un controllo delle spiagge pubbliche»
Francini torna all’assalto sulla questione delle baracche abusive al Renaione
CASTAGNETO. «La vicenda delle baracche dimostra che l'amministrazione comunale non ha certo un controllo perfetto delle nostre spiagge pubbliche». Paolo Francini (Sinistra per Castagneto) torna su una questione tuttora aperta: «Dopo sei mesi di attesa adesso abbiamo una risposta seppur parziale - dice Francini - Ad agosto 2012 avevamo chiesto al sindaco, attraverso un’interrogazione consiliare, di sapere se le baracche costruite abusivamente da privati sulla spiaggia, in località Renaione, sarebbero diventate di uso pubblico, dopo la prescrizione della soprintendenza che vietava la loro demolizione. Nonostante che il sindaco debba, per regolamento, rispondere entro 20 giorni alle interrogazioni la risposta ci è pervenuta solo il 9 febbraio. Così ora finalmente sappiamo che la soprintendenza in una prima nota datata 8 marzo 2012 aveva chiesto l'abbattimento dei manufatti abusivi perché sosteneva: "I manufatti introducono episodi estranei al delicato ambiente costituito dalla linea sabbiosa al confine con il fronte della macchia mediterranea, che deve conservare comunque il suo aspetto paesaggistico ambientale naturale senza alcuna forma di antropizzazione". Sarebbe interessante capire perché invece, il 15 maggio, la sopr intendenza cambia opinione e si dichiara contraria all'abbattimento delle baracche perché "facenti parte del paesaggio e la loro distruzione crea un danno grave e irreparabile all'ambiente"».
«Adesso - prosegue Francini - ci dice il sindaco nella risposta che l'amministrazione comunale sta attendendo una proposta della soprintendenza per inserire nel piano della costa l'utilizzo pubblico delle baracche e delle tettoie in questione. Quindi, ciò che sembra certo a questo punto, è l'acquisizione alla proprietà del demanio di questi manufatti abusivi e la fruizione possibile per tutti i cittadini».
«Mentre continuiamo a non capire perché si è arrivati alla prescrizione di conservazione delle baracche abusive - conclude Francini - attendiamo di vedere come verrà regolamentato l'utilizzo pubblico delle baracche del Renaione e delle tettoie costruite a sud, da pescatori e bagnanti locali».
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