Il Tirreno

Amianto killer, l’elenco si allunga

di Alessandra Bernardeschi
Amianto killer, l’elenco si allunga

Bonanni: «Altri 7 casi in provincia, 4 a Rosignano». Poi l’accusa: «Uso disinvolto nel trattamento»

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ROSIGNANO. Parlare con i fatti. Da domani questo sarà lo slogan dell’Ona, Osservatorio Nazionale Amianto i cui aderenti, ieri sera, hanno riempito la sala del Centro Rodari di Rosignano Solvay. Tutti attorno all’avvocato Ezio Bonanni presidente dell’Ona, che ha esordito tracciando un quadro preoccupante per la nostra zona e per la Provincia di Livorno: ancora sette nuovi casi di mesotelioma (tumore pleurico strettamente connesso alla respirazione di fibre d’amianto), di cui 4 a Rosignano e i rimanenti tra la val di Cecina e Livorno. «Oltre a questi – ha proseguito Bonanni – altri casi di patologie comunque legate all’amianto come asbestosi, placche pleuriche, fibrosi polmonare. Di fronte a questi dati allarmanti assistiamo ad un uso disinvolto nel trattamento dell’amianto».

Qui, e non poteva essere diversamente, il presidente dell’associazione ha fatto riferimento ai sacchi stoccati sulla spiaggia del Lillatro e ieri mattina rimossi. Le prossime mosse dell'Ona saranno quelle di costituire, a Rosignano, una sorta di Guardia Ambientale dove i volontari "saranno armati solo di macchine fotografiche, registratori e giornali”. «Ogni cittadino dovrà parlare con i fatti – ha proseguito Bonanni – fotografare e dunque documentare in modo inoppugnabile l’eventuale abbandono, stoccaggio non sicuro sul territorio o utilizzo improprio di amianto o lavoro non sicuro all’interno delle fabbriche. Poi, andare con le fotografie presso la Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia e Asl e denunciare, con tanto di data e prove certe, la situazione. Inviare anche le fotografie, come testimonianza, ai giornali. A quel punto dovranno essere le forze preposte alla sicurezza ed alla salute pubblica ad intervenire con i passi che riterranno necessari, perché la salute è la prima a dover essere tutelata. E’ quello che abbiamo fatto con il Lillatro. Dopo l’esposto la Guardia di Finanza ha piantonato la zona impedendo ai cittadini di transitare nell’area».

A questo punto non sono mancati gli interventi tra il pubblico; qualcuno ha chiesto: «Se la situazione era di tranquillità, perché c’è stata necessità di piantonare l’area?». Lo stesso avvocato si è chiesto: «Cosa sarebbe potuto accadere se dei bambini giocando avessero lacerato i sacchi?. Spetterà comunque alle forze dell’ordine fare indagini ed alla magistratura vedere se ci sono o meno reati legati alla vicenda». L’importante, secondo l’associazione, è mettere in campo una sollecitazione; da qui è partita la proposta di una manifestazione pacifica, ghandiana, davanti alla fabbrica Solvay, all’Asl, per mantenere alta l’attenzione sul problema amianto; soprattutto quello che viene abbandonato sul territorio perché di difficile smaltimento, come hanno detto i cittadini. Giacomo Luppichini, consigliere comunale presente all’assemblea ha voluto ricordare che il comune aiuta i privati che vogliono smaltire amianto dando loro un contributo pari alla metà delle spese sostenute.

A livello nazionale l’Ona ha già costituito una sezione ambientale ed una sezione investigativa che collabora con altre nazioni compresi gli Stati Uniti. «Sarà messo in campo – ha detto Bonani – un corpo investigativo formato da ex carabinieri e finanzieri in pensione per raccogliere le prove, e già ne abbiamo tante, e assicurare alla giustizia i colpevoli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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