Sicurezza
Publitour, ultimatum del sindacato «Paghi le dipendenti»
Stipendi fermi a ottobre, niente telefono e web per lavorare La Cisl sollecita società e Comune «o andremo dal giudice»
CECINA. Sono quelle che da vent'anni tengono i rapporti con agenzie, enti e operatori turistici di tutta Europa. Quelle che preparano brochure, programmi, gestiscono dietro le quinte la Borsa europea del turismo associato: la Beta, fiore all'occhiello di Cecina e vanto personale del suo ideatore Paolo Pacini, ex sindaco, ora assessore provinciale. Da mesi quelle due dipendenti lavorano gratis. Senza neanche gli strumenti minimi: telefono, internet, fax.
Ora il sindacato ha detto basta, dando un ultimatum all'azienda: una soluzione o sarà vertenza.
L'azienda è la Publitour, che dall'agosto dello scorso anno è subentrata alla Promozione e sviluppo nella gestione della Beta tornando alla Cinquantina malgrado il clamoroso flop. Per quel flop Publitour deve restituire al Comune 180mila euro oltre ad altri 120mila netti per l'affitto di Beta. Da ottobre però non paga gli stipendi alle due dipendenti “ereditate” nell’operazione. E il mantenimento degli organici fu una delle condizioni necessarie stabilite nel contratto. Senza contare una domanda che sorge spontanea: se la società non riesce a onorare questi impegni, come farà con gli altri?
A prendere le difese delle impiegate intanto è Carlo Bendinelli Biondi, segretario provinciale Fisascat-Cisl
«Il 15 giugno 2012 - scrive Biondi - il Comune comunicò alle lavoratrici di aver proceduto all'affitto di ramo d'azienda della Promozione e sviluppo alla Publitour e conseguentemente il loro passaggio senza però alcuna garanzia. Solo ad agosto, per l'impegno delle lavoratrici, fu realizzata l'assunzione. Al di là del metodo che ha visto escluse le organizzazioni sindacali questa operazione ci è parsa in contraddizione con le dichiarazioni del Comune, il quale mentre afferma di essere attento al settore turistico con particolare interesse alla valorizzazione del territorio si priva di uno strumento con esperienza consolidata spezzettando con altri soggetti (Targa Cecina, Publitour) le attivìtà di promozione. A questa macchinosa manovra si aggiunge una situazione economica di Publitour preoccupante a causa della quale le lavoratrici hanno riscosso solo fino a ottobre 2012, sono rimaste alcuni giorni senza energia e fino a oggi senza telefono, internet e fax. Tutto ciò nell'indifferenza del Comune che, malgrado i tentativi da noi effettuati, non ha ritenuto necessario incontrarci facendo crescere in noi il dubbio che questa operazione è stata fatta per togliersi un peso. Rigettiamo questo atteggiamento e tenteremo di percorrere tutte le strade per tutelare i diritti delle lavoratrici, sempre disponibili a sederci a un tavolo per ricercare strumenti in grado di modificare una situazione così gravemente compromessa».
Fuori dal comunicato, Biondi aggiunge che «con la Publitour ci sono stati rapporti solo il primo mese, poi sono tutti spariti e non hanno neanche più risposto alle email».
Quali email? Quelle inviate dalle due dipendenti con l'unico strumento di lavoro rimasto loro: un cellulare con credito ricaricabile. Niente web, niente telefono, niente fax. Hanno continuato ad andare in ufficio per aggiornare i computer e fare qualche telefonata urgente. Poi, esaurito il credito, senza stipendio né altro, si sono arrese. Ci vanno, al lavoro. Ma non deve essere entusiasmante.
Ad agosto hanno riscosso regolarmente. Lo stipendio di settembre è stato pagato a novembre, quello di ottobre a dicembre. Poi stop. Mancano anche le vecchie spettanze della Promozione e sviluppo, che aveva pagato fino al febbraio 2012 versando tre anticipi sullo stipendio di marzo e poi olè, finiti i denari, niente stipendi, quattordicesima e liquidazione. Fermi gli assegni familiari, bloccati i rimborsi del 730.
Biondi dice di aver provato a chiedere aiuto al Comune, che in questa vicenda dovrebbe indossare un po' le vesti del garante se non quelle del controllore: «Ho parlato tempo fa al telefono con il vicesindaco Garigali - aggiunge Biondi - Ma non siamo mai stati convocati. Ripeto: siamo pronti a mettere in piedi qualunque trattativa, qualunque tentativo di trovare una soluzione. Ma il tempo è quasi scaduto e la nostra posizione è chiara: senza risposte ci rivolgeremo a un giudice».
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