Sicurezza
Flop, debiti, contratti e passaggi societari
Sbarco e flop di Publitour. Il 7 ottobre 2008 Publitour spa, in associazione temporanea con altre due imprese (Irest e Gialtour), vince il bando per la gestione del complesso di Villa Guerrazzi alla...
Sbarco e flop di Publitour.
Il 7 ottobre 2008 Publitour spa, in associazione temporanea con altre due imprese (Irest e Gialtour), vince il bando per la gestione del complesso di Villa Guerrazzi alla Cinquantina firmando un contratto per nove anni. Ma nonostante le previsioni, i proclami e un’inaugurazione in pompa magna con l’allora ministro dell’agricoltura Luca Zaia, gli affari per la società con sede legale a Roma e uffici direzionali a Verona non vanno molto bene. Così, dopo appena tre anni, il contratto viene risolto consensualmente.
Nell'ottobre 2011 Publitour concorda con il Comune di Cecina un piano di rientro dal debito di 180mila euro calcolato in tre rate annuali da 60mila euro.
Crac Promozione e sviluppo.
Intanto nel giugno 2012 viene messa in liquidazione un'altra società, la Promozione e sviluppo val di Cecina srl, nata dieci anni prima (nel 2002) dalla fusione tra la Promozione e Sviluppo srl e la Essesse srl. Si tratta di una società formata per il 40% da 19 soci pubblici e per il 60% da una cinquantina di soci privati tra cui tre banche. Promozione e sviluppo ha perso uno dopo l'altro i soci pubblici, ha accumulato un debito di 100mila euro che supera il proprio capitale (95mila euro). Non ce la fa più. Promozione e sviluppo è proprietaria del marchio Beta, la Borsa europea del turismo associato. E alla Beta lavorano in pianta stabile due dipendenti: una con contratto a tempo pieno, l’altra impiegata part time.
Il ritorno di Publitour. Muore la Promozione e sviluppo e due mesi dopo, il primo agosto del 2012, Publitour torna alla Cinquantina con in mano un contratto di affitto proprio della Beta.
Il contratto è firmato nello studio del notaio Anna Alterio, la scrittura privata porta le firme di Alessandro Fantacci (liquidatore della Promozione e sviluppo Val di Cecina srl) e Paolo Esposito (amministratore delegato di Publitour spa).
La durata è di quattro anni (fino all'1 agosto 2016), il canone di 200mila euro (80mila mediante accollo da parte di Publitour dei debiti dovuti a titolo di Tfr o di retribuzione già maturati dai lavoratori, 120mila euro in 48 rate mensili da 2.500 l'una).
I contratti. Il marchio Beta dunque passa alla Publitour in regime di affitto di ramo d'azienza. Passano i beni mobili e passano (con promessa di mantenimento) i due contratti di lavoro subordinato della Promozione. Seguono forti polemiche e non solo perché il contratto pare annullare il rischio di impresa grazie a tutta una serie di cautele, ma soprattutto perché prevede (o quantomeno non esclude) la perdita della Beta da parte della città.
Il brand. Succede infatti che Publitour si trova a dover pagare 120mila euro per l'affitto di Beta e 180mila per il flop della Cinquantina. Il sindaco dice che se Publitour non onorerà il secondo debito il Comune bloccherà i finanziamenti alla Beta. Ma per un complesso meccanismo di clausole Publitour ha la possibilità di tenersi (ed esportare) a fine contratto dopo il pagamento di duecentomila euro (o addirittura nel giro di un anno e mezzo e a prezzo di saldo) il marchio Beta: un marchio creato con soldi pubblici e che da ventisei anni si identifica con la città di Cecina.
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