Il Tirreno

Amianto sul mare, arriva la finanza

Amianto sul mare, arriva la finanza

Le Fiamme gialle da ieri mattina hanno interdetto l’area, prima delle verifiche di Asl e Arpat. Oggi la rimozione dei sacchi

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ROSIGNANO. Sorvegliati speciali. I 50 sacchi colmi di materiale contenente amianto ammassati nella zona fra il Lillatro e le Spiagge bianche, lungo il fosso di presa dell’acqua salata della Solvay, sono stati messi sotto controllo. Giorno e notte.

L’area non è stata posta sotto sequestro, visto che al momento Massimo Mannucci, il pm a cui è stato affidato il caso (la procura è stata informata della vicenda dalla guardia di finanza) non ha ritenuto che fino a ieri si configurasse alcun tipo di reato.

Certo, in attesa di capire se i materiali all’interno delle grandi sacche bianche siano stati conservati secondo le norme di legge, le Fiamme gialle hanno deciso di interdire la zona al passaggio dei cittadini. Così da ieri mattina presto due uomini della finanza sono stati messi “di guardia” sul fosso del Lillatro.

Le Fiamme gialle sono state direttamente informate della presenza dei 50 sacchi, derivanti da un’opera di bonifica dell’azienda Solvay a una palizzatata contenente eternit. L’esposto preparato da una cittadina di Rosignano attraverso l’Ona (Osservatorio nazionale amianto), è stato infatti presentato alla guardia di finanza, che poi ha provveduto a informare la procura.

«Abbiamo ricevuto questo esposto - dice Pierdario Fasciano, tenente della guardia di finanza di Cecina - e stamani (ieri, ndr) siamo subito andati a fare le dovute verifiche».

Così da ieri mattina presto l’area della Solvay a fianco del fosso di presa dell’acqua di mare, su cui sono stati ammassati i 50 grandi sacchi con l’amianto, è praticamente “piantonata”. Due uomini delle fiamme gialle hanno impedito che i cittadini percorressero quel tratto di spiaggia.

Poi la guardia di finanza ha contattato Arpat e Asl, per chiedere che sull’area fossero fatte le verifiche necessarie.

Ieri pomeriggio alle Spiagge bianche c’è stato un sopralluogo congiunto di guardia di finanza, Asl e Arpat, che hanno esaminato a lungo i grandi sacchi e la recinzione all’interno della quale sono stati sistemati. «A quanto risulta - spiega Antonio Lombardi, responsabile del servizio sanità pubblica dell’Asl 6 per la zona della Bassa val di Cecina - le buste erano state sistemate lì in attesa di smaltimento». La finanza spiega che Asl e Arpat non hanno rilevato specifiche difformità dalla legge nel metodo di stoccaggio dell’amianto usato dall’industria Solvay.

«Al momento - dice ancora Fasciano - i tecnici di Asl e Arpat hanno rilevato che il materiale è stato sistemato bene nell’area».

Da ciò si deduce che non si prefiguri alcun reato ambientale, così come invece era stato ipotizzato nei giorni scorsi dall’Ona. «Ad ora non c’è reato - conferma il tenente Fasciano -, come ha chiarito anche il sostituto procuratore incaricato di seguire il caso».

Fatto sta che a scopo precauzionale la zona tra Lillatro e Spiagge bianche è stata tenuta sotto controllo non solo durante il giorno, ma anche ieri notte. «Fino a sera - dice il tenente delle Fiamme gialle - siamo rimasti noi, nella notte ha controllato l’area l’Arpat».

Stamani è prevista la rimozione dei 50 sacchi. «Avevamo già disposto da tempo che l’intervento fosse fatto», precisa l’azienda Solvay. «Domattina (oggi, ndr) - prosegue Fasciano - i sacchi saranno tolti. Durante la rimozione ci saranno anche i tecnici Arpat, che dovranno verificare che il materiale sia stato stoccato correttamente dentro ai sacchi. I pali, infatti devono essere stati messi interi, altrimenti c’è stato il rischio che si siano liberate polveri di amianto». (a.c.)

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