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«Abbiamo perso e pure nel modo peggiore»

«Abbiamo perso e pure nel modo peggiore»

L’autocritica di Pellegrini: «M5s specchio dei nostri errori. La destra? Una batosta anche più grossa»

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MONTESCUDAIO. Aurelio Pellegrini, sindaco di Montescudaio. Pd. Notoriamente uno che non ha peli sulla lingua. Lo incontriamo, lui precede la nostra domanda. E dice: il voto. Facile immaginare. «Se c'è una cosa indiscutibile - esordisce - è che si è perso. Nel modo peggiore. Ora siamo noi ad avere in mano il cerino della crisi, anche se eravamo nella coalizione che ha ottenuto il maggior numero di voti. Ma in questa sconfitta dura siamo in buona compagnia, perché la destra ha preso una batosta più grossa».

Con quale spirito si riconosce? «Dobbiamo prenderne atto senza drammi. Soprattutto senza dividerci. Di tutti i bersaniani che si erano lasciati andare a previsioni ottimistiche non ce n'è più uno». E lei? «Mai come questa volta avevo condiviso il programma che il partito aveva varato. Le cose che ha fatto Bersani non le ha fatte da solo. Dietro aveva un partito. Perciò siamo tutti corresponsabili».

Il Movimento 5 stelle. A Montescudaio il secondo partito: «Credo che l'errore maggiore che abbiamo commesso sia stato quello di definirlo l'antipolitica. Se è sceso nella battaglia elettorale è chiaro che ha fatto una scelta politica. Ma antipartitica. E l'ha vinta. E' lo specchio dei nostri errori. Ora va fatta una riflessione profonda».

Un modo che viene da lontano, quello con cui i grillini si sono rivolti alla gente. Il sindaco lo riconosce e rileva come loro siano scesi nelle piazze, mentre «noi abbiamo trascurato la gente, siamo rimasti nelle sezioni. Abbiamo sopravvalutato le primarie, ci siamo cullati sugli allori delle proiezioni. A pesare maggiormente è stato l'appoggio a Monti, invece Berlusconi è riuscito a smarcarsi come se non avesse votato le sue leggi. Misure pesanti, impopolari. L'abolizione delle province, la riduzione del numero dei parlamentari, i costi della politica sono rimasti insabbiati. Il resto l'abbiamo votato: i tagli alle pensioni, l'articolo 18... Abbiamo sbagliato tutti e tutti insieme». Pellegrini non condivide l'affermazione di Samuele Lippi («l'unico esponente della dirigenza del Pd che ha parlato») secondo il quale deve essere imputato alla legge elettorale il fatto che il Pd non abbia la maggioranza nei due rami del Parlamento. Rileva come sia una legge «ignobile», però «non è per colpa sua che siamo in minoranza al Senato. Piuttosto non ci siamo rinnovati. Mi ci metto per primo io come militante e amministratore. Abbiamo preso i difetti dei vecchi partiti confluiti nel Pd». Veniamo alla tornata del 2014. «Le amministrative rispondono a logiche diverse, perché la gente vota le persone, ma avremo con l' M5s un soggetto nuovo. Uno scenario imprevisto. Io non ci sarò. E se il Pd farà il governissimo con la destra lascerò anche il partito».

Fabrizio Cavallini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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