Il Tirreno

Ancora senza casa a un mese dal tifone

di Alessandra Bernardeschi
Ancora senza casa a un mese dal tifone

Il sindaco Franchi rinnova l’ordinanza per una decina di famiglie ma intanto si muove la macchina della solidarietà

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ROSIGNANO. A un mese di distanza dalla tromba d’aria che ha colpito una vasta area della zona a mare di Rosignano Solvay, il sindaco non ha ancora ritirato l’ordinanza di sgombero dei dodici appartamenti dichiarati inagibili dai Vigili del Fuoco. Verrà fatto, come ha detto lo stesso Alessandro Franchi, una volta che saranno terminati i lavori di ripristino tetti e consolidamento degli immobili. Fortunatamente, come ha spiegato l’assessore Daniele Donati, nessuna famiglia al momento, è ospitata nelle strutture messe a disposizione dal comune immediatamente dopo l’evento che ha messo in ginocchio Rosignano. Nessuno, insomma, ha dovuto trascorre i giorni di Natale da solo e senza l’affetto di parenti o amici.

Alla fine delle verifiche «sono state una decina le famiglie che non sono potute rientrare nelle loro case – ha detto Donati – infatti due dei dodici appartamenti dichiarati inagibili dopo il sopralluogo dei Vigili de Fuoco, erano fortunatamente non abitati. Di queste dieci famiglie solo una ha avuto bisogno di utilizzare l’alloggio messo a disposizione dal comune. Si tratta di due persone che, secondo le informazioni che ci sono pervenute, hanno anch’essi trovato una sistemazione temporanea. In questi giorni abbiamo effettuato alcuni sopralluoghi nelle zone colpite dalla tromba d’aria e abbiamo potuto constatare che sono iniziati i lavori per il ripristino e la sistemazione dei tetti danneggiati dalla tromba d’aria». In particolare gli immobili dichiarati inagibili si trovano in via Veneto, lungo la via Aurelia davanti alla stazione Ferroviaria di Rosignano e un edificio in via Veneto angolo con via Agostini. Le famiglie hanno dovuto chiamare ditte provate per risistemare i tetti: «Da parte nostra – ha detto Donati – abbiamo provveduto a velocizzare l’iter burocratico edilizio e a non richiedere alcuna somma per l’occupazione di suolo pubblico occupato dai cantieri. Altro sgravio la possibilità di avere sconti sulla Tarsu- ossia la tassa sui rifiuti – per il periodo in cui le abitazioni in questione rimarranno rimaste inagibili».

Per quanto riguarda l’Imu essendo una tassa di derivazione Statale «non è stato possibile sospenderla o rimandarne il pagamento». Anche in questo caso però, attraverso la presentazione di documenti che attestino l’inagibilità delle case, è stato possibile ottenere uno sgravio sulla somma da versare. Per quanto riguarda i possibili rimborsi proprio poco prima di Natale «abbiamo integrato la documentazione da inviare alla Regione per il riconoscimento di Stato di Calamità locale che quasi sicuramente sarà riconosciuta. A fronte di questo- conclude Donati - bisognerà vedere se la Regione dispone di fondi da destinare al comune e, dunque, alle famiglie colpite dalla tromba d’aria». Intanto si sta muovendo la macchina della solidarietà attraverso iniziative promosse da associazioni pubbliche e private (dall’Auser al Contesto Infanzia, dalla palestra Ego al Dai Dai, alle scuole). Si tratta di raccolte fondi da destinare ai nuclei familiari colpiti dal tifone. Tra le tante messe in atto in queste settimane, anche “Rifacciamo il tetto ai nostri vicini” promossa dalla Pubblica Assistenza, sezione soci Coop, Auser, la Nuovo Futuro e la cooperativa Contesto infanzia con il patrocinio del Comune. Iniziative che hanno già permesso di raccogliere qualche migliaia di euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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