Il Tirreno

Paolo Biasci (Confersercenti) «Situazione drammatica»

Gabriele Bibbiani

Il lavoro e l’occupazione nel territorio. Parla il dirigente della Confesercenti provinciale Paolo Biasci. Prosegue con questa intervista la serie di incontri con i personaggi in vista

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CECINA. Il lavoro e l’occupazione nel territorio. Parla il dirigente della Confesercenti provinciale Paolo Biasci. Prosegue con questa intervista la serie di incontri con i personaggi in vista del Natale.

Biasci, maturità scientifica al liceo Fermi di Cecina, sposato con Silvia Sardi, insegnante, un figlio (Edoardo, studente universitario), dal 1980 è dipendente-dirigente della Confesercenti provinciale di Livorno e opera nella sede della Bassa Val di Cecina.

Biasci, qual è la situazione del nostro territorio dal punto di vista del lavoro e dell’occupazione?

«Posso dire che è drammatica, tutti i settori sono in crisi, dall'industria all'artigianato, dal commercio al turismo e le previsioni per il prossimo anno sono anche peggiori. Basta leggere i dati su disoccupazione e cassa integrazione per avere tutte le risposte».

Che cosa si sarebbe potuto fare in questo anno e cosa invece non è stato fatto?

«Dovevano essere varate politiche per lo sviluppo e l'occupazione, doveva essere rilanciato il credito alle imprese. Invece si agisce solo con l'aumento delle imposte e delle tasse, incentivando così recessione e disoccupazione. Non c’è stata alcuna attenzione alle politiche per l'occupazione in genere, ma soprattutto per quella giovanile e femminile».

I propositi e i progetti per l’anno nuovo e l’augurio per queste prossime festività?

«Siamo in un mondo ormai globalizzato dove chi ci governa è il grande capitale e la finanza. Spesso mi chiedo: la politica cosa fa? Si adegua e abdica al suo ruolo. A mio avviso ci vorrebbe una riflessione complessiva che rimettesse al centro i cittadini. Quello che manca è la redistribuzione delle risorse, ridare cioè alle piccole imprese, ai dipendenti e ai pensionati la capacità di spesa. Invece i soldi vengono dati alle banche e lì si fermano. La Confesercenti provinciale di Livorno, partendo dalla Val di Cecina, sta preparando un importante progetto sul turismo con il quale vendere il nostro territorio, riportando turisti e favorire quindi lo sviluppo e l’occupazione. Restando isolati nel nostro territorio faremmo ben poco. La speranza è che anche gli altri settori produttivi stiano progettando il futuro e che nel contempo la politica riassuma il suo ruolo. L'augurio che rivolgo a tutti è quello di lavorare insieme, ognuno con le sue peculiarità. Abbiamo le capacità per uscire dalla crisi tenendoci per mano. Certo che manager, politici e finanza dovranno rinunciare ad arricchirsi sulle nostre spalle favorendo l'equità sociale e la redistribuzione del reddito. Questo ce lo devono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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