Il Tirreno

«Facciamo in modo che gli anziani si sentano utili»

«Facciamo in modo che gli anziani si sentano utili»

L’intervista di Natale/3. Bernardo, presidente Auser «C’è un gran bisogno di solidarietà: servono volontari»

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CECINA. Prosegue con questa intervista la serie di incontri con i personaggi che operano a vario titolo sul territorio nel mondo dell’impegno sociale. Giuseppe Bernardo, classe 1946, ex sottufficiale dell’esercito, uomo dinamico e dalle mille risorse, è dal 2008 il presidente dell’Auser, una onlus di volontariato e di promozione sociale che opera a Cecina, Riparbella e Montescudaio con più di 1.800 iscritti, tesa a valorizzare gli anziani e a far crescere il loro ruolo attivo nella società. Nata a livello nazionale nel 1989, si propone di contrastare ogni forma d’esclusione sociale, migliorare la qualità della vita, diffondere la cultura e la pratica della solidarietà perché ogni età abbia un valore e ogni persona un suo progetto di vita attraverso cui sia una risorsa per sé e per gli altri.

Qual è la situazione del nostro territorio dal punto di vista delle persone anziane?

«C’è un grande bisogno di solidarietà in una società come la nostra che sta invecchiando e nella quale i cambiamenti che si stanno verificando, nel lavoro e nella famiglia, costringono un numero sempre più crescente di anziani in condizioni di solitudine e di bisogno, non solo economico. Per questo motivo un largo numero di anziani chiede ogni giorno il nostro aiuto. Molti di loro hanno i familiari che abitano e lavorano fuori zona, ma in molti casi i figli, pur abitando in zona, sembrano disinteressarsi delle necessità dei genitori. E’ triste e pericoloso al tempo stesso constatare questa situazione, perché questo modo di agire non formerà correttamente neanche le nuove generazioni».

Che cosa avrebbe potuto fare l’Auser in questo anno e che cosa invece non ha fatto?

«La nostra partecipazione alle battaglie sociali è parte integrante della nostra concezione non caritatevole della solidarietà che ci vede quotidianamente impegnati. L’associazione dispone attualmente di 2 pulmini, di cui 1 attrezzato per trasporto disabili, 6 auto e conta su 120 volontari. Quest’anno sono già stati percorsi oltre 160.000 km e sono stati effettuati circa 11.000 servizi sociali. Abbiamo accompagnato anziani in strutture pubbliche e private per visite mediche, terapie, li abbiamo portati a fare la spesa, abbiamo consegnato pasti a domicilio a persone indigenti (progetto Buon Samaritano), abbiamo fatto il nonno vigile presso le scuole, abbiamo gestito il nonno point e il Paas per insegnare l’informatica di base agli over 65. Non dobbiamo infatti dimenticare che nel volontariato si conta per quello che si fa e per quanti siamo a sostenere un’idea e un ruolo. Per questi motivi al fianco dei soci attivi abbiamo bisogno di una sempre più vasta partecipazione dei cittadini per dare ora che possiamo e per avere quando poi avremo bisogno».

I vostri propositi per l’anno nuovo e l’augurio per queste prossime festività?

«Non limitarci ad accompagnare anziani in difficoltà a curarsi e a fare spese, ma offrire sempre più occasioni per far sentire gli anziani ancora presenti e utili nella vita, con lo sviluppo d’iniziative culturali di educazione permanente, turistiche e ricreative. Auguro a tutti i concittadini che tutti i tagli che sono stati fatti al sociale, almeno in parte, vengano reintegrati».

Gabriele Bibbiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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