Il Tirreno

«I lupi sono presenti su tutti i colli della fascia costiera»

di Anna Cecchini
«I lupi sono presenti su tutti i colli della fascia costiera»

Politi (coordinatore Wwf) dopo la strage di pecore nei boschi tra Castelnuovo e Nibbiaia: «Sono in espansione»

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ROSIGNANO. «Il lupo è una presenza stabile sulla dorsale collinare costiera». Parola di Paolo Maria Politi, coordinatore delle oasi Wwf della provincia di Livorno. Quindi è ipotesi piuttosto verosimile che ad attaccare il gregge dell’agriturismo “Pian dei lupi”, dove la notte di domenica scorsa sono stati uccisi ben 18 capi tra pecore e capre, sia stato proprio qualche esemplare di lupo. «Sappiamo che ce ne sono - prosegue Politi - a Castagneto, Bibbona, nella zona della Magona e ancora a Santa Luce e Parrana. Diciamo che si tratta di una presenza consolidata e che ci sono avvistamenti un po’ ovunque».

A confermare che i lupi, arrivati dall’Abruzzo, siano ormai una costante per le zone collinari dell’area livornese è anche Luca Arzilli, direttore dell’associazione allevatori della Provincia di Livorno. «Negli ultimi due anni - spiega - sono stati fatti molti avvistamenti nella zona di Parrana, dove la presenza di una coppia stabile di questi animali è stata provata anche con fototrappole. Una decina di giorni fa in un allevamento di pecore nell’area di Parrana c’è stato un attacco assai simile a quello avvenuto domenica notte tra Nibbiaia e Castelnuovo».

Insomma sono molti gli esperti che considerano assai probabile che la strage di pecore che si è consumata tre giorni possa essere addebitata ai lupi. Anche Daniela Giustini, biologa e tecnico faunistico dell’Atc 9 e 10 che organizza corsi di avvistamento lupi nelle zone di Bibbona, conferma che «il tipo di attacco sembra effettivamente quello di un lupo, ed è vero che in quella zona la loro presenza è provata».

Certo nessuno può dare certezze. Nessuno assicura che la strage di pecore nell’agriturismo, le cui carcasse sono state trovate a chilometri di distanza (alcune anche in zona Chiar di luna, poco sopra il centro abitato di Rosignano), sia opera di un branco di lupi.

Anzi, sono gli stessi esperti a spiegare che su tutto il territorio costiero negli ultimi anni si è registrato anche un forte incremento di quelli che vengono chiamati cani rinselvatichiti. «Bisognerebbe analizzare con attenzione - spiega Politi - le singole carcasse per capire con certezza a chi attribuire l’uccisione».

«È alta la possibilità che la strage sia opera di lupi – dice Maurizio Ortese, ispettore del corpo forestale dello Stato del Comando di Cecina - perché negli ultimi mesi ci sono stati diversi avvistamenti, ma non è da escludere che a uccidere siano stati alcuni cani randagi rinselvatichiti. Noi, nella zona di Castagneto abbiamo rilevato alcuni esemplari di cani maremmani incrociati con lupi».

A far propendere però per l’ipotesi lupo è la modalità con cui sono state uccise le pecore dell’agriturismo sui colli tra Castel nuovo e Nibbiaia. «Il cane - dice Arzilli -, anche se randagio, non trasporta la preda come invece è avvenuto in questo caso. E poi il lupo morde per uccidere, proprio come è avvenuto domenica notte».

Visto che la possibile presenza di lupi sta allarmando molto i proprietari di gregge delle colline, l’associazione allevatori ha deciso di informare i suoi iscritti, invitandoli comunque a proteggere gli allevamenti, magari evitando di lasciarli in recinti all’aperto. Non solo, l’intenzione dell’associazione allevatori è anche quella di far inserire la costa livornese tra le zone dove è accertata la presenza di lupi.

Intanto l’Asl 6 sta proseguendo le analisi sulle carcasse dei 18 capi (tra pecore e capre) uccisi. «Rilasceremo i documenti per incenerire queste carcasse», dice Stephen Vignali, responsabile Unità funzionale veterinaria dell’Asl 6 per la Bassa val di Cecina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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