Finanza
Quella sede derubata e i cecinesi becchi e bastonati
Becchi e bastonati. Per Don Reno Pisaneschi , leader del comitato Pro Ospedale della Bvc, i cecinesi risultano ancora una volta puniti da una scelta della direzioe Asl, anche se riveduta
CECINA. Becchi e bastonati. Per Don Reno Pisaneschi , leader del comitato Pro Ospedale della Bvc, i cecinesi risultano ancora una volta puniti da una scelta della direzioe Asl, anche se riveduta e corretta. «L'attuale situazione dell'ortopedia nell'Asl 6 qui a Cecina - scrive don Reno - dopo aver raggiunto notorietà professionale sia per gli operatori che per la sua sede stabile nel nostro ospedale, improvvisamente ha conosciuto lo sconvolgimento di un terremoto sussultorio di 7° grado della scala Mercalli con l'epicentro a 30 km nelle stanze di Monterotondo. Adesso tutto è cambiato: l'unità ortopedica e traumatologica è dislocata a Piombino ed il primario si carica anche l'Elba e rimane a scavalco tra Piombino e Cecina, prima invece… scavalcava tra Cecina e Livorno. Comunque noi siamo sempre in mezzo becchi e bastonati»
A preocuppare il comitato sono diverse questioni. Don Reno s’interroga: «Lo stipendio è il solito con la sede a Cecina, ora derubata per premiare la presenza del 16 novembre su comando imprescindibile insieme agli altri primari? Loro rimangono a bocca asciutta?»
E prosegue: «Questo furto è un lontano anticipo per il futuro ospedale di Riotorto ed una consequenziale diminuzione di Cecina, come previsto da lungo tempo, mentre si sta forse per dare il benservito al sognato ospedale di Livorno, eclatante bestemmia economica contro la furiosa spending review? Se la sede a Piombino, come dichiara la dg Calamai, rimane attiva sulle tre zone, non poteva esserlo ugualmente rimanendo a Cecina? Ci sono di certo dei sottintesi che si possono percepire, anche se alquanto annebbiati, che depongono contro la completa schiettezza delle affermazioni provenienti dalla sede livornese. In contemporanea, poi, le tentate rifiniture lasciano sfilacciato il discorso anche se parte dalla sede del comando». Poi sullo sciopero dei direttori generali contro la Regione afferma: «Vi ha coalizzati per i vostri interessi ma non per quelli degli ammalati: siete dunque ottimi direttori per il vostro "io" ma non per il "tu" dei sofferenti! Non avete la nostra stima, perché il capitano della nave non può abbandonare il convoglio».
E conclude: «I cecinesi ormai non si fidano più e vogliono vederci chiaro come a mezzogiorno perché la luna di mezzanotte non è luce sufficiente per chi vuole camminare di giorno preferendo la più completa schiettezza. La manfrina politica dei partiti non può e non deve mai insegnare alla limpidezza e trasparenza che esige la salute pubblica e privata».
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