Attenzione
«Hanno trattato Mohamed come un animale»
ROSIGNANO. «Giustizia per Mohamed». Questa l'unica frase apparsa ieri mattina sugli striscioni tenuti da amici, parenti e rappresentanti del "Comitato Beni Comuni Val di Cecina" per la causa di...
ROSIGNANO. «Giustizia per Mohamed». Questa l'unica frase apparsa ieri mattina sugli striscioni tenuti da amici, parenti e rappresentanti del "Comitato Beni Comuni Val di Cecina" per la causa di Mohamed Zaer, il tunisino di 32 anni morto nell'auto sulla quale viaggiava nella notte tra il 20 e il 21 novembre. Si sono dati appuntamento davanti alla sede del Comune per chiedere giustizia per un uomo al quale, sostengono, è stata tolta bruscamente. I familiari, intenzionati a presentare un esposto denuncia e a non fermarsi fino a che non otterranno le scuse pubbliche da parte dell'amministrazione comunale, sono infuriati a causa del trattamento della salma. «Non è stata curata né con la puntura apposita per evitare la decomposizione, né sistemandola nella cella frigo. Per vari intoppi burocratici - spiegano la sorella Najet e il cognato Balloumi Moncef - è arrivata a Tunisi con 4 giorni di ritardo e nostra madre non ha nemmeno potuto vederlo per l'ultimo saluto a causa nell'avanzato stato di decomposizione in cui versava». La moglie, la sorella e l'amico di una vita di Mohamed sono stati ricevuti in mattinata da Luano Casalini, responsabile del servizio Attività sociali del Comune ma, sostengono, «non siamo arrivati a nessuna conclusione. Il nostro caro è stato trattato come un animale». Secondo Casalini però così non è. «Abbiamo in mano le certificazioni che attestano tutte le procedure svolte per dare a Mohamed degna sepoltura. Altrimenti l'anagrafe non avrebbe dato il permesso al trasporto della salma. É un episodio che lascia l'amaro in bocca - prosegue - perché il nostro Comune è sempre stato all'apice nell'ospitalità degli stranieri e anche quello di oggi (ieri, ndr) è stato un segno di rispetto e cortesia nel ricevere i parenti, così viviamo nella certezza di aver fatto e di fare del bene». Il Comune, sin dai giorni successivi alla disgrazia, ha fatto sapere che per la gestione del corpo erano state seguite tutte le indicazioni date dal medico legale e che l'inserimento nella cella frigo, secondo la legge 285, è obbligatorio solo da maggio a settembre e nei casi in cui la salma debba restare in obitorio per un lungo periodo.
Elisa Pastore
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