Il Tirreno

Il sindaco leghista difende l’ex sindaco del Pd

di Rino Bucci
Il sindaco leghista difende l’ex sindaco del Pd

«Comitati? Sono dappertutto. Non capisco chi contesta le energie rinnovabili» All’inaugurazione del parco eolico l’Agsm lancia una promozione speciale

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RIPARBELLA. E luce fu. Ieri i dieci aerogeneratori dell’impianto eolico di Riparbella hanno iniziato ufficialmente a produrre energia. Tagliano l’aria le pale lunghe 45 metri per 20 megawatt di potenza.

Lassù, a ottanta metri d’altezza, sembrano i mulini a vento di Don Chisciotte. Moltiplicati per dieci.

A conti fatti, si tratta della più grossa infrastruttura realizzata in Bassa val di Cecina negli ultimi anni.

L’impianto è stato inaugurato dal sindaco ormai dimissionario Ghero Fontanelli, forse alla sua ultima apparizione nei panni di primo cittadino; poi da Pisa arriverà il commissario prefettizio fino alle elezioni.

Anche Fontanelli, a modo suo, ha combattuto contro i mulini a vento. Una battaglia che tra comitati, esposti e riaperture di iter burocratici è andata avanti per cinque anni. L’ha vinta lui ma c’ha rimesso la fascia tricolore.

«Per arrivare fin qui è servito tempo – ha detto Fontanelli – tanto tempo: appena mi è stato prospettato il progetto sono nati dei comitati, in perfetto stile italiano. Personalmente ho sempre creduto in questo piano, al punto che l’ho inserito nel mio programma elettorale. Mi sento di dire che lascio alle future generazione una grande opera, che non inquina e che può essere rimossa in qualsiasi momento senza impatti ambientali. La silhouette delle nostre colline può tornare così com’era, non c’è niente di irreversibile».

Si parlava veneto all’inaugurazione. Con Fontanelli c’erano i vertici dell’Agsm, la controllata del Comune di Verona che detiene il 63% della “Parco eolico Riparbella”.

Il presidente della società, Paolo Paternoster, ha scelto di giocare la carta a sorpresa nel giorno più importante: forniture di energia a metà prezzo per un anno a chi vorrà sottoscrivere un contratto ex novo.

«Questa offerta va oltre le due convenzioni che abbiamo ratificato con Riparbella», ha detto il direttore generale Agsm, Giampietro Cigolini.

La prima prevede che il 3% del fatturato dell’impianto sia girato al Comune, la seconda impegna i veneti a spendere oltre un milione di euro sulla viabilità del paese.

Cigolini si è però lasciato scappare che le due convenzioni devono essere ancora approvate dal consiglio comunale di Verona.

Accanto a Fontanelli, il primo cittadino di Verona, il sindaco leghista Flavio Tosi. È riuscito ad arrivare in tempo alla presentazione nonostante abbia avuto un incidente in autostrada. Ha elogiato il collega dimissionario e attaccato il fronte dei contrari.

«Di comitati ce ne sono dappertutto – ha detto Tosi – per questo l’Italia è il paese delle lungaggini. La contestazione va bene fino a quando si resta nei limiti della democrazia. Ma chi protesta per le energie rinnovabili non lo comprendo. Qui si fa soltanto il bene comune: non ci sono bandiere né politica. Soltanto energia pulita e risparmio, il parco di Riparbella è un successo garantito».

E i comitati? C’erano solo due striscioni all’entrata dell’agriturismo scelto per presentare l’opera e qualche volantino sui parabrezza delle auto. Nient’altro.

Con l’attivazione del nuovo impianto la provincia di Pisa diventa una potenza dal punto di vista energetico.

«Il fronte della geotermia e i quattro impianti eolici – ha detto il presidente della provincia, Andrea Pieroni - ci permettono di soddisfare l’intero fabbisogno del nostro territorio. Le energie rinnovabili sono il futuro, anche per mandare il comparto industriale».

La cerimonia si è chiusa con il taglio del nastro da parte di Tosi e Fontanelli sul poggio del Malconsiglio, mentre don Bruno Chiavacci benediva quei dieci aerogeneratori che tagliano il vento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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