Il Tirreno

I sindaci: nessuno ha condiviso quell’atto

Documento della Bassa Val di Cecina dopo la richiesta all’azienda di revoca della determina

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CECINA. Dicono di aver appreso della determina dell’Asl solo dalla stampa e che tale decisione «non è frutto di confronto né di condivisione con i sindaci del territorio». In un documento unitario i sindaci della Bvc affermano «di aver contattato l'azienda richiedendo la revoca del provvedimento». «Cosa che l'azienda ha fatto, a seguito del nostro interessamento, con successiva determinazione n. 672 dell' 11 dicembre e di questo ne prendiamo atto. Quello che abbiamo chiesto e che continuiamo a chiedere all'azienda e alla Regione è di confrontarci e discutere su di un progetto complessivo e organico di riorganizzazione della sanità ed in particolare del presidio ospedaliero sul nostro territorio. Tale progetto attendiamo si concretizzi in un protocollo d'intesa, che seppur nell'attuale situazione di incertezza dovuta anche alla riduzione delle risorse, pianifichi e dia certezze sul ruolo del presidio di Cecina, oggi e in futuro, all'interno di una rete ospedaliera toscana. Siamo consapevoli che la riorganizzazione della sanità in Italia e in Toscana passi attraverso una maggiore appropriatezza delle cure, riduzione dei costi e la costruzione di una rete tra gli ospedali, non solo di quelli facenti parte dell'Asl6 ma in un'ottica di area vasta. Quello che chiediamo e che vogliamo è una rete ospedaliera equilibrata, dove siano mantenuti servizi essenziali di qualità per tutti i territori. E' importante che questa rete venga realizzata con equità, senza creare "figli e figliastri"». E sull’incontro con l’assessore regionale Marroni ricordano che lo stesso « ha condiviso le richieste dei sindaci espressione di quelle provenienti dai territori e si è impegnato ad arrivare in tempi rapidi alla costruzione di uno strumento di programmazione». Aspettando di passare dalle parole ai fatti invitano tutti «a rifuggire da pregiudizi e speculazioni politiche ed operare per il perseguimento di un obiettivo comune, ossia garantire i servizi. Noi crediamo nel confronto, nella discussione e nella ragionevolezza ma se ci sarà bisogno non ci tireremo indietro rispetto a prese di posizione forti o gesti eclatanti».

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