Sicurezza
Cominciato il trasloco dalla scuola alla curia
Si trasferiscono banchi, sedie e giocattoli da via Toscana a via Mazzini Il Comune assicura: le attività didattiche ricominceranno il 7 gennaio
CECINA. La data è il 7 gennaio: da quel giorno i 118 bambini della materna L’Aquilone torneranno finalmente a scuola nei locali dell’istituto Sacro Cuore in via Mazzini, locali messi a disposizione dal parroco del duomo don Marco Fabbri.
Il trasloco degli arredi è appena iniziato, comunica il Comune in una nota. Vi provvede la ditta Manutencoop.
Nei locali della curia verranno trasferiti banchi, sedie, giocattoli e tutto quello che è attualmente nella scuola di via Toscana dove piove dal tetto. A sua volta gli arredi del Sacro Cuore dovranno essere trasferiti nella chiesa della Sacra Famiglia.
Un lungo mese di vacanze insomma per i piccoli, molti dei quali saranno pure contenti. Lo sono un po’ meno i genitori, che in questi giorni si sono dovuti organizzare con i turni di lavoro, con i nonni o con babysitter in modo da non lasciare soli i propri figli.
L’obiettivo ufficialmente è quello di riportare i bambini nella scuola di via Toscana entro marzo. Abbiamo detto “ufficialmente” per il semplice motivo che, a dar retta alle previsioni del Comune, i bambini non avrebbero dovuto neanche essere trasferiti nei locali della curia e non avrebbero dovuto perdere neanche un giorno di lezione. Il problema delle infiltrazioni di acqua dal tetto infatti si trascina da anni, sin dall’inaugurazione della scuola aperta nel 1996. Di recente un gruppo di genitori aveva inviato pure due esposti in Procura per una serie di problemi e su tutti quello dell’umidità, dell’acqua che cola dal soffitto quando piove. Il Comune aveva provveduto affidando i lavori a una ditta, un intervento da 118mila euro. Ma i lavori erano iniziati a settembre, quindi ad anno scolastico in corso, e per non sospendere le lezioni era stato deciso di procedere a tappe. Tra una tappa e l’altra gli operai sul tetto sono stati visti poco, solo all’inizio di settembre, mentre la pioggia non è mai mancata. E il primo dicembre è successo il patatrac: gran parte del tetto non era ancora stata sistemata e l’acqua è penetrata nelle aule, negli uffici, nei bagni. La direzione aveva chiamato i vigili del fuoco e la scuola era stata dichiarata inagibile. A quel punto il sindaco aveva emesso un’ordinanza di chiusura di una settimana, preannunciando però che le settimane avrebbero potuto essere due o tre perché per i lavori - così disse Benedetti quel giorno - sarebbero stati necessari dieci giorni, tempo permettendo. Non è stato affatto così: da successivi sopralluoghi è emerso che sarebbero serviti almeno quattro mesi. Basteranno? Chissà.
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