Il Tirreno

Lo aveva scritto che avrebbe fatto qualcosa di folle

Lo aveva scritto che avrebbe fatto qualcosa di folle

Una lettera a casa e una corda nella borsa: si aggrava la posizione della donna che ha accoltellato il marito

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MONTESCUDAIO. Aveva lasciato uno scritto preannunciando di voler commettere una pazzia. E dentro la sua borsa è stata poi ritrovata una corda. Si aggrava la posizione di Maria Elvira Wolf, la cinquantunenne che l’altra notte ha preso a sassate e coltellate il marito mentre dormiva. Ieri il giudice delle indagini preliminari Giovanni Zucconi ha convalidato l’arresto della donna, che rimane in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Ma quel biglietto trovato dai parenti nell’abitazione in Svizzera e consegnato alla polizia locale potrebbe introdurre l’aggravante della premeditazione. La corda a sua volta confermerebbe il lucido progetto messo in atto dalla tedesca: quello di punire il marito, uccidendolo, per poi togliersi la vita. Non è successa né l’una né l’altra cosa, per fortuna. Il marito, Peter Yugo Rudisuli (62 anni, ferroviere in pensione) era riuscito a divincolarsi malgrado il dolore e la cecità (la moglie gli aveva spruzzato dello spray al peperoncino negli occhi), a scappare di casa e a chiedere aiuto. Lì fuori c’era proprio una pattuglia di carabinieri che aveva interrotto la notte di follia montescudaina.

Dopo il ricovero all’ospedale di Cecina, l’uomo è stato suturato all’inguine e alla gola, medicato alla testa e dimesso.

Raptus o progetto criminale, come movente gli investigatori - coordinati dal sostituto Massimo Mannucci - confermano la pista della gelosia. I due coniugi avevano troncato la relazione da un paio di mesi, dopodiché lei era tornata nel canton tedesco mentre lui si divideva tra Montescudaio e l’abitazione di un’amica a Berlino. In questi giorni lui era tornato a Montescudaio e mercoledì era venuta anche la moglie. A questo punto, considerando il biglietto, la donna sapeva che ce lo avrebbe trovato. Ma i due coniugi la sera erano andati a letto, senza litigare, forse per una tregua o un’apparente riappacificazione. Alle 2,30 lei si era alzata e, mentre il marito dormiva, lo aveva colpito alla testa con un grosso sasso, gli aveva spruzzato lo spray negli occhi e lo aveva accoltellato alla gola e all’inguine cercando poi di colpirlo ancora.(a.d.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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